Verbosi silenzi
(Carlo Salvadorini)
Verbosi silenzi
sporcano il silenzioso discorso
del mare
vorrei urlare
deficienti
e con un morso
strapparvi le menti.
Ma a un tratto
senti che io tu chiunque
può essere il matto
chi alle cinque si alza
o chi va a letto
chi crede alla Sacra Famiglia
chi va scalza
chi se la piglia troppo
o se ne infischia
chi rischia la vita
e di ogni intoppo se la ride
chi lancia sfide a tressette
chi non mette amore nell'amore
chi piange per la pancia
ma non sa rinunciare a un piatto di spaghetti
chi ruba mille lire
o chi le lascia per mancia.
Il matto chi sarà?
Chi lo può dire?
Quel tale marajà che impregna donne
o quell'asceta insonne che digiuna
o io
povero scemo
che guardo la luna
sperando in una frana
di dolce verità.