L’ultimo sorriso
(Francesco Luca Santo)
Madre,
è già da un mese che son via, che non vedo il tuo sorriso, che non sento il tepore delle tue carezze, il profumo dei tuoi stufati e quel grembiule che odora di buono.
Il tempo, qui, scivola lento e imprevedibile; è un’eterna notte spinosa e buia:
senti solo urla e gemiti di dolore e poi non c’è freschezza nell’aria, c’è solo l’odore acre e spaventoso dei missili e degli spari.
Ci odiano tutti quaggiù … scappano impazziti ad ogni nostro passo, ed io non li biasimo affatto.
Ci chiamano gli angeli neri, le iene del male, perché distruggiamo le loro misere dimore, i loro cenci e il loro cuore; ma non sanno neanche quanto a me, tutto ciò, possa far male.
Mamma, odio questa pellicola di realtà … odio dover fare a pezzi chi, con questa assurda follia, non c’entra nulla e non sa neppure perché fugge via …
Voglio dire addio a questi gradi di paura e liberarmi da un inferno doloroso.
Tu aspettami, ti prego … dammi la forza per dire no … fammi amare ancora la vita, anche dopo averla coartata con la guerra.
Mamma, aspettami ancora sul divano accoccolata, come quando da bambino mi attendevi per la cena.
Mi hanno ferito …
sento il cuore scuoiarsi,
col sapore del sangue scrivo le ultime parole che forse non leggerai mai.
Sudo la mia pena annientato come polvere, è questo il prezzo che sto pagando per una guerra inutile!
E’ giunto il mio triste addio … sento tanto freddo, ma tu non sei qui … vicino a me, riscaldandomi col tuo respiro … sei dall’altro lato del mondo, pesandomi … mentre la mia anima si spegne come cera nel suo ultimo dolore …
Addio angelo mio … mia dolce madre, morirò felice perché dinnanzi agli occhi, ho il tuo volto, la tua letizia.
Addio mamma … il mio futuro è su una stella, dove ritroverò la mie tenera quiete, mentre qui, di me, resterà soltanto, un cadavere di guerra..
Addio.