Tacchi a spillo

(Riccardo D'Uggento)

 

L’ho vista mentre saliva le scale

Con la sua gonna

Che la rendeva una farfalla

Libera di volare

Nei miei pensieri.

 

Saltava sulla polvere

Di quel mattino buio

Regalando luce sul cemento

Facendomi correre il cuore

Veloce e forte come un treno in galleria.

 

I suoi tacchi erano grattacieli di miele,

la sua caviglia un tappeto d’ingresso

al paradiso terreno,

fatto di corpi sudati,

di mani, piedi, labbra.

 

Non l’ho mai vista in faccia,

non mi interessava il suo viso.

 

Spensi la sigaretta sul muro

E uscii dalla porta.

Davanti a me il solito mondo

Di cani rabbiosi e immondizie piene

Palazzi giganti che coprivano il sole

Chiese che parlavano di politica

E altri viaggiatori distratti.

 

Era solo una mattina buia

Iniziata bene.

 

D’R.