Suoni di frontiera
(Federico Agosta)
Suoni di frontiera
avvolti in una goccia d’ universo
tacciono
lontani dalle nostre vite
e inermi fluttuano sui colori del nostro tepore
che i sogni non sanno abbattere.
Tenui riflessi del nostro volere
si accasciano pigri sul grigio di ogni giorno
e lenti raccolgono la misera vite
che stanca ancora germoglia nei campi.
Scorrono pallidi nelle nostre vene
i giorni del domani;
La memoria è un’ ombra sul prato
che verde cresce nei giorni d’ autunno
e calda risplende nella brughiera di gennaio,
si fa coraggio in noi
la voglia di amare
poi sbatte nel nulla
per evadere in un respiro,
ingoiato per non vedere la fine.
Noi, neri automi senza volto
che guardano il vuoto
aspettando l’ alba.