Lo strizza cervelli

(Francesco Luca Santo)

 

 

<<… Avanti il prossimo !>>

 

( Esordì l’infermiera del Dottor Carli, mentre affilava le sue lunghe unghie, seduta sulla sedia girevole della sala d’aspetto. )

 

Era il signor Giorgio; Giorgio Belli, il prossimo “paziente” che avrebbe dovuto farsi “strizzare il cervello” per la sua trentunesima volta.

Un uomo parecchio strano: sulla quarantina; altezza media; capelli neri come gli occhi;

il naso dritto ed un viso affascinante. Magro; sempre profumato e ben vestito, con i suoi capelli perfettamente pettinati. Era il manager di una ditta di computer … ma, da qualche anno, soffriva di uno strano disturbo di insoddisfazione che non riusciva a spiegare e che non gli recava pace.

Eppure egli aveva tutto ciò che si poteva chiedere al mondo: la ricchezza;la bellezza; l’intelligenza geniale, tanto che era riuscito ad ottenere la collaborazione di una famosa ditta americana, per espandere la sua immagine all’estero. E poi le donne! Le donne impazzivano per lui!

Non si era mai ammogliato per via del suo lavoro, ma di donne ne aveva avute più di un sultano:bionde; brune; rosse; dagli occhi verdi; blu; neri, ecc … ecc … ciononostante, da un po’ di tempo, odiava pure esse, non voleva più donne al suo fianco.

Era un uomo alquanto misterioso; gentile; fine; ammaliante e sensuale, ma lui cercava di più; chiedeva molto di più dal suo essere uomo quasi perfetto!

 

<< Salve signor Giorgio, come andiamo oggi? Eh! Eh! Eh!>>

 

( Iniziò a dirgli il dottore anche quel venerdì pomeriggio .)

 

<< Salve … mettiamo da parte i convenevoli mio caro “strizza menti” ed iniziamo la seduta! >>

 

Già ! Avevo dimenticato! Il signor Belli, a volte, aveva un carattere scontroso, ma nessuno conosceva il perché …!

 

<< Allora signor Belli, mi dica come ha trascorso la sua settimana?>>

<< Beh! Direi che non c’è nulla da dire!  Anzi … c’è da dire che questa sarà la mia ultima seduta qui da lei!>>

 

Il dottor Carli c’era oramai abituato a queste frasi graffianti del suo paziente; gliele ripeteva ogni qualvolta che egli si adagiava sul lettino.

 

<< D’accordo, come vuole lei.  Allora, iniziamo?>>

<<Prego;tanto lei è solo il mio specchio parlante, che blatera cose che già so …!>>

<< Dunque;la scorsa settimana stavamo cercando di ricostruire la sua vita;scavare nei suoi ricordi. Vuole ricominciare da dove avevamo lasciato!?>>

<<Ma faccia quello che vuole …! Uhm! I ricordi, cosa ci sarà da ricordare … poi!?>>

<< Ebbene signor Giorgio, mi parli di ciò che vuole; di ciò che le ha dato gioia o sofferenza nella sua gioventù!>>

 

Il caro Giorgio rifletteva, ma non gli importava nulla della sciocca o sensata, in base ai punti di vista, domanda del dottor Carli. Lui non voleva ricordare, voleva soltanto dimenticare …!

 

<< La mia vita non è stata tutto questo bel quadro che descrivono gli altri; non è mai stata solo soldi e carriera; di quelli non mi è mai importato proprio nulla!>>

 

Giorgio era nato in una piccola cittadina del meridione italico; proveniva da una famiglia umile che aveva sempre vissuto alla giornata, cercando di sfamare i figli senza far mancare loro mai nulla.

A quindici anni, Giorgio, era andato via di casa, partendo per “ la città”; così egli soprannominava il Nord Italia.

Era riuscito ad ottenere un lavoro che gli permetteva di pagarsi l’affitto e da mangiare. Lavorava in un bar, ed era minuzioso e maniacale nel gestire il bancone e la clientela, soprattutto femminile. Quel bar, che prima era semideserto, dopo il suo arrivo divenne uno dei più “In” della città.

Ragazzine dalle facce pulite, gli regalavano sguardi accattivanti e mance da capogiro;

ed anche le belle signore del centro elogiavano la sua bellezza e la sua bravura,”spogliandolo delle sue vesti con gli occhi.”

In poco tempo, Giorgio, riuscì a metter da parte il danaro sufficiente per diplomarsi e seguire gli studi all’università.

Finalmente laureato, iniziò la sua carriera da manager che ben presto lo portò, a soli ventisette anni, a capo dell’impresa che adesso dirigeva.

Bello;ricco;e libero …!

Già; era l’uomo perfetto per qualunque donna, ed egli non si tirava mai in dietro.

Tutto ebbe inizio subito dopo il suo primo anno di lavoro : conobbe Magda, la moglie del suo capo! Magda era appena ventenne, ed aveva dovuto sposare il Dottor Ranieri per far felice la sua famiglia; ma i suoi sogni; i suoi desideri erano altri, del tutto diversi dalla sua vita reale.

Si conobbero ad una delle feste che venivano date da Ranieri, una volta al mese, nel suo castello privato.

Giorgio quella sera se ne stava un po’ in disparte, ma le donne facevano a gara per strappargli un sorriso, o un ballo.

Magda lo aveva notato immediatamente; poggiato alla parete della sala, col suo vestito nero lucente e gli occhi annoiati con in mano il suo drink da sorseggiare.

Si avvicinò lentamente; timida ma al tempo stesso desiderosa di conoscere quel giovane bello e misterioso che stava da solo in mezzo alla festa che impazzava.

 

<< Salve, mi permetta di presentarmi … il mio nome è Magda.>>

 

Inizialmente, Giorgio, non si voltò; forse stanco dall’assiduo anti e rivieni di donne che cercavano di scambiare qualche parola con lui; ma poi … :

 

<< Salve ….. a lei signorina …!>>

 

(Incantato; semplicemente stupefatto da tanta bellezza!)

 

Magda era realmente splendida: lunghi capelli lisci e castani; gli occhi di un marrone intenso ed un viso di porcellana che arrossiva sulle gote come quando ci si vergogna. Indossava un abito color bianco panna, con un’apertura sulle spalle che le scopriva una schiena dritta e morbida, e poi il suo profumo era quello dei giardini appena fioriti; ed un sorriso timido e divino si mischiavano al suo sguardo sveglio e affascinante.

 

<< è un piacere conoscerla … il mio nome è Giorgio.>>

<< Le piace la festa?>>

<< Sì, molto bella direi! >>

<< Allora perché mai se ne sta qui tutto solo!?>>

<< Già … ha ragione! In realtà mi sto annoiando a morte!>>

<< Mi spiace; posso fare qualcosa per lei …!?>>

 

Giorgio restò un attimo zitto, come assorto; poi:

 

<< No … no … non si preoccupi,va tutto a meraviglia! >>

<< Beh! Allora la saluto. >>

 

(Disse Magda, scoprendo i suoi denti bianchi.)

 

Andò via, e il giovane rimase poggiato al palchetto di una statua , pensando a quell’essere perfetto che gli era apparso in una serata spenta;f atta solo d’ipocriti sorrisi e false strette di mano.

Non passò molto tempo prima di rincontrare quella “dea” che aveva fatto breccia nel suo mondo.

La vide un sabato pomeriggio giù in centro con delle amiche. Affaccendata in un salubre pomeriggio di shopping.

Lui che era stato sempre freddo e diretto con tutti, adesso era più muto di una tomba; più impalato della statua di “Garibaldi” che dominava la piazza in cui si trovava:

 

<< Miss Magda, si ricorda di me!?...>>

<< Certo signor Giorgio, non potrei mai scordare il volto di un uomo così affascinante!>>

 

Quella frase gli risuonò in testa per tutta la giornata. Passeggiarono un po’ insieme, mentre i loro occhi parlavano dei loro desideri; poi si porsero i saluti:

 

<< Allora arrivederci miss Magda; spero di rincontrarla presto, e magari prendere un caffè insieme.>>

< < Certo, senz’altro Mr Giorgio; anzi che ne dice di vederci lunedì pomeriggio qui, per prenderci questa tazza di caffè!?>>

 

(Pallore; tachicardia,; fremiti …) Poi:

 

<< Lunedì … ha detto lunedì..!?>>

<< Sì, lunedì pomeriggio, intorno alle diciassette; che ne pensa..?>>

 

Rincretinito e senza parole:

 

<< Cece … certo, miss Magda, lunedì!>>

<< Allora a presto signor Giorgio e spero che trascorra uno splendido week-end.>>

<< A presto …  Magda …>>

 

La giovane creatura si allontanava via col suo passo aggraziato e gentile,sorridendo in compagnia delle sue amiche.

Giorgio andò via immaginando la meravigliosa settimana che gli attendeva: la promozione alla ditta;la macchina nuova e soprattutto Magda!

Il fine settimana trascorse in fretta tra pratiche di lavoro arretrate da completare e dalla visita di Bea, la sua migliore amica;la sua amante;la sua consigliera, insomma la sua …!

Erano le quindici di domenica pomeriggio, quando Bea suonò insistentemente al campanello del villino di Giorgio su in collina. Si udiva venir fuori, dalle ante spalancate, il melodico suono e la rauca voce di “janis Joplin”, che dominava la quiete dei prati e delle rondini.

Finalmente Giorgio schiuse la porta di casa:

 

<< Beh! Ce n’è voluto di tempo prima che tu mi sentissi suonare alla porta … eh!?>>

 

Disse un po’ seccata la donna quando Giorgio apparve all’uscio. Ma poi si ricompose subito e gli lanciò un sorriso smagliante dicendogli che non importava.

 

<< Allora piccolo, come ti gira la vita?>>

<< Bene direi;sai Bea, ho ottenuto la promozione a cui aspiravo …!>>

<<Wow, fantastico; allora si festeggia oggi?>>

<< No mi spiace bellezza, ma ho molto su cui lavorare per la settimana entrante e quindi sai …>>

<< Ma come; diventi importante e alla tua Bea non le offri neppure una romantica cena al lume di candela, con rose rosse e violini melodici …!? >>

<< Sei sempre la solita sentimentale; comunque non posso, sarà per la prossima volta.>>

<<D’accordo; però sei uno spilorcio! ma mi accontento anche di …!.>>

 

Con un sorriso ammiccante, Bea, si avvicinò a Giorgio ed iniziò a sfregarsi contro il suo corpo:

 

<< No, non mi va, sono stanco …!>>

<< Ma che è …. di botto ti sei “rinfrocito” mio bel stallone..!?>>

<< Ma che dici! sono solo stanco, ho mille pensieri per la testa …!>>

<<Di’ passerotto; c’è qui la tua Bea che è sempre riuscita a farti rilassare come si deve …!>>

 

Accennando un sorriso, Giorgio, si lasciò persuadere dalla sua compagna d’amore. Un pomeriggio intenso di passione e fremiti.

 

<<Wow! meno male che non ne avevi di voglia …!>>

<< Dai smettila, mi metti in imbarazzo …!>>

<<Ma che imbarazzo! sei il mio stallone è questa la verità e sono gelosa di tutte quelle “puttanelle” che ti bramano in ufficio!>>

 

Giorgio non ascoltava; pensava a Magda, si chiedeva se mai, un giorno, sarebbe stata sua, così come lo era stata Bea quel pomeriggio.

 

<< Sai Bea; mi sono innamorato …!>>

<<Amore … finalmente! Hai capito che senza di me non puoi vivere …!>>

<< Ma che …! Cos’hai capito! Non parlavo di te, tu sei un’amica tutto qui …!>>

<< Ecco fatto!Uguale a tutti gli altri uomini! prima ti dà il dolce e poi l’amaro! Avanti, continua … chi sarebbe la fortunata!?>>

<<Non la conosci. Sai lei … lei è tutto: bellezza; intelligenza; stupore; voglia!  è tutto ciò che desidero da una donna..!>>

<< Ok ho capito! Ma com’è: alta; bionda, insomma descrivi … non divinizzare solamente …!>>

 

Giorgio le descrisse, nei minimi particolari , quella donna che aveva rapito il suo cuore.

 

<< Beh! Devo ammettere che deve essere realmente un bel tipetto; una first lady direi …

e tu adesso ti sei trasferito sulla luna per qualche moina …!>>

<<Ma cosa dici …! Lei è speciale, è una dea … è il mio universo paradisiaco!>>

<<Beh! Se lo dici tu, sono felice per te …!... Non è vero ti odio … ma infondo l’amore è amore! ti chiedo solo di stare attento e non farti fregare; quella è gente aristocratica che sa bene come innalzare e poi rigettare nel fango i poveri “plebei” come noi.>>

<< Sì … sì, tranquilla non sono sciocco; so ciò che faccio.>>

<< D’accordo bello; io adesso vado, però mi raccomando stai attento, perché poi diventa tutto insormontabile; e non vorrei sentirmi dire che io non ti avevo avvertito. Comunque a presto stallone. Ti amo …!>>

<< Ciao Bea; ti voglio bene>>

 

Finalmente lunedì: Giorgio fremeva per incontrare la sua Magda; non vedeva l’ora di volare con lei tra le vie della città e lasciarsi trasportare da quegli occhi teneri d’angelo.

Aveva messo il vestito nuovo; quello grigio perla e la camicia abbinata; il cravattino di ordinanza; gli occhiali da sole neri, ed i capelli effetto bagnato che scendevano capricciosi sulle spalle.

Finalmente lei: attraente più che mai; sembrava che tutto fiorisse ancor più di fronte alle sue grazie.

 

<< Buon pomeriggio Giorgio; è da tanto che attende?>>

<<no, no si figuri; sarà qualche minuto appena.>>

<<La trovo molto bene, e poi quel vestito le dona, supportato dai suoi capelli ondulati e neri>>

<<Grazie madame; anche lei è molto bella, sembra che l’aria si fermi ad ammirarla …!>>

<<Ah! La ringrazio, ma non credo di essere così bella come dice.>>

 

Il pomeriggio corse via sereno tra risate; giri nei negozi e discorsi di ogni genere:

 

<<Beh! Adesso si è fatto tardi, devo proprio andare Giorgio, sono stata bene con te …>>

<<Anch’io Magda sono stato benissimo e vorrei rivederti …>>

<<Non so … sai, gli impegni …>>

<<Non c’è problema; io so attendere, quando vuoi e dove vuoi …>>

 

Magda restò affascinata da quell’uomo così tenero e visibilmente cotto di lei. Sentiva il suo cuore rivivere e pian piano udiva il canto dei fiori che non aveva mai sentito da quando si era sposata con Sergio.

Trascorsero diverse settimane da quell’incontro; Magda e Giorgio si pensavano a vicenda nelle notti insonne passate sul davanzale delle loro finestre, chiedendo alle stelle se ci fosse stato mai un seguito per quel piccolo giglio che profumava d’amore, che si faceva ogni giorno più spazio nel difficile giardino dell’edera selvaggia.

Gli sguardi tra di loro parlavano più delle sciocche frasi di dolce imbarazzo ;le mani troppe volte si sfioravano come se chiedessero ai loro sensi di divorarsi nella passione che cercavano di trattenere.

Era ormai estate; Giorgio vedeva le sue aiuole colorite ed arricchite dalla danza delle api, ed una fragranza di muschio, abbracciava la sua casa di campagna.

Un martedì pomeriggio, dei primi di luglio, bussarono alla sua porta; quand’egli andò ad aprire trovò di fronte ai suoi occhi increduli la sua Magda.

Silenzio; ghiaccio nelle vene …  impallidito non riuscì a parlare; mentre lei, sorridente,

 gli chiedeva se poteva entrare:

 

<<Oh! Sì,sì,certo.. prego..>>

<<Che bella casa! e che bei quadri!>>

<<Sì sono di mio nonno;era un pittore>>

<<Bello!  adoro gli artisti;mi sarebbe piaciuto conoscerlo!>>

<<Sì  … penso che pure a lui avrebbe fatto piacere>>

 

Dopo aver dato sfogo alla timidezza, iniziarono a sciogliersi parlando un po’ della loro “amicizia”, ma prima di andare via:

 

<<Giorgio; io ti amo, non posso più fingere a me stessa;sono innamorata di te ed ho bisogno del tuo amore …!>>

 

(Il giovane si sentì per un attimo come rapito dagli extraterrestri e rispedito giù in un lampo!)

 

< Come …!? Tu … tu sei … sei innamorata di me …!?>>

<<Ecco! forse ho sbagliato tutto! forse non sarei dovuta proprio venirci qui …!>>

<<No … no … non dire così! è solo che … è solo che non puoi neanche immaginare quante volte ho imprecato Iddio affinché ascoltasse il mio cuore! affinché tu avresti potuto amarmi! ed ora eccoti qui  … a rivelarmi la tua passione …!>>

 

Giorgio cadde in un pianto di gioia immensa, mentre se ne stava chino ai piedi di Magda che, sul ciglio della porta, ammirava, sempre più innamorata, quell’uomo così dolce e dall’animo nobile.

La loro passione fu vorticosa;Giorgio sprizzava felicità da ogni poro della sua pelle. Le giornate passavano e il loro amore cresceva; tra lunghe ore di passione e teneri momenti di dolcezza; fin quando, un giorno d’inverno inoltrato … :

 

<<Ciao amore mio …  ho una sorpresa per te;vedrai ti piacerà, è bellissimo!>>

 

Quel mattino Magda aveva una strana aria sul viso, come un velo che le oscurava la felicità.

Giorgio invece era estasiato; le aveva comprato un anello di diamanti come prova del suo amore e quella mattina avrebbe dovuto donarglielo .

 

<<Giorgio, prima di tutto;prima che tu mi dica la qualunque cosa …  devo parlarti di una questione delicata e molto importante …!>>

<<Cosa amore mio .. tutto ciò che vuoi, parla; non c’è cosa che oggi possa rovinare la mia giornata …!>>

<<Vedi … è difficile da spiegare … io … io sono sposata …!>>

 

(Un colpo al petto:inferno e ritorno in un attimo per il povero impresario innamorato!)

 

<<Sposata ….!?...E con chi!? e da quando …!?>>

<<Da due lunghi anni … e lui … lui è il tuo capo; il Dottor Sergio Ranieri …!>>

 

(Ecco fatto! La parete che penzolava è crollata, e tutta di botto sopra il cuore del caro Giorgio!)

 

<<Sposata! Ranieri …!? Ma io … io non capisco!>>

<< Amore mio! io ti amo! non ho mai amato un uomo così  … come amo te! ma ho già una casa … e, purtroppo, ho anche un marito. L’ho dovuto sposare;io non ne ero innamorata e non lo sono tuttora … l’ho dovuto fare per la mia famiglia …!>>

<<Beh! Lascialo! gli diremmo tutto e dopo il vostro divorzio ci sposeremo..! Eh!Eh!>>

<<No! no Giorgio … non è così semplice come credi;io non posso respingere Sergio solo perché ho perso la testa per un altro;la mia vita è lì,al suo fianco …!>>

<<Quindi mi stai dicendo addio …! mi stai dicendo che la nostra storia … il nostro amore e tutti i sogni se ne andranno via così … come polvere al vento …!?>>

<<No amore mio …. non fare così …>>

<<Amore! Amore …! ti permetti di chiamarmi ancora amore …! Vattene da qui! lasciami solo col mio dolore! mi hai mentito! hai ingannato la mia sincerità ed il mio cuore …ed hai ancora il coraggio di chiamarmi amore …!?Vattene non voglio più vederti  … vatteneee …!!!>>

 

In un baleno il dolce nirvana di Giorgio si era frantumato;tutto era andato giù come ghiaccio verso il mare; tutto ciò su cui aveva puntato, tutte le sue speranza e le sue gioie scomparivano dietro una porta; mentre Magda andava via piangendo e maledicendo se stessa per il dolore che aveva reso a quell’uomo; l’unico uomo che le aveva dato realmente dell’amore sincero e unico..!

Quella storia d’amore finì così, avvolta in un segreto che nessuno scoprì mai!

I mesi e gli anni passarono; Giorgio si rigettò con foga sul lavoro, scalando la piramide del successo con astuzia e furbizia. La sua vita però era marcata, segnata da un qualcosa che se ne era andato via con gli occhi di una donna; l’unica donna che avesse mai amato.

Il suo successo e la sua fama, lo portarono a conoscere tante altre signore; tante donne che fecero follie per avere le sue grazie, per avere un po’ del suo amore, ma il suo cuore era ormai duro come una pietra, un masso gelido che non si lasciava impietosire da pianti o imprecazioni.

Si dava nei letti del gentil sesso che lo smaniavano;le usava a suo piacimento, come se volesse infliggere loro la sua pena; le possedeva senza pietà per poi abbandonarle su quei letti crudi e tristi sui quali lasciava un po’ della sua anima sempre più sola, triste; sempre più insoddisfatta. Spariva via , appena un cuore voleva sfiorare il suo mistero!

 

<< Ecco mio caro dottore; questa è la mia storia;la mia vita bruciata prima ancora di imparare a volare; ed ora, a quaranta anni, mi sento uno stupido pupazzo sbagliato che ha dato via se stesso per la insensata idea di un’ amore falso …!>>

<<Su … su … signor Belli non faccia così! il mondo è fatto anche di queste cose;lei è ancora giovane;attraente; può avere tutte le donne del mondo; può trovare l’amore che cerca ovunque. La vita va presa così come viene, senza regole o programmi e si deve avere sempre la forza ed il coraggio di rialzarsi dopo ogni caduta, senza uccidere il proprio domani con la sciocca idea di restare ibernati nel passato. Ciò che è stato è stato;adesso tocca al futuro,

e magari, chissà, uscendo da qui potrà riconquistare tutto l’amore che ha dato negli occhi e nelle carezze di una nuova donna, che saprà amarla come lei desidera …!>>

<<Grazie per le belle parole, ma io non sono di nessuno, il mio amore lo tengo per me, nessuna donna potrà più rubare ciò che io ho dentro; questa maschera piacevole, ciò che io ho perso venti anni fa!

Comunque; ecco qui i suoi soldi, questa è la mia ultima seduta dottore.>>

<<Faccia un po’ come crede signor Giorgio;io non trovo in lei nessuna patologia incurabile, le diagnostico, soltanto, la mancanza di un qualcuno d’amare e se lei non si lascerà andare, non troverà mai quell’equilibrio tanto agognato. Beh! La saluto … è stato un piacere conoscerla e spero di rivederla un giorno, magari, finalmente felice.>>

 

Giorgio lasciò lo studio più triste che mai;quel tormento lo assaliva per strada, mentre le lacrime scendevano giù irrefrenabili;aveva davanti agli occhi Magda;voleva odiarla ma non ci riusciva; il suo cuore era stato, ed era ancora suo.

Arrivò a casa;si stese sul suo letto, mentre il sole calante penetrava timido dalle serrande semiaperte;ad un tratto sentì bussare; si chiese chi fosse;pensò a Bea. per un istante esitò nel rispondere, ma al terzo scampanellio, apri l’uscio e trovò dinanzi a se Magda;o per meglio dire, una giovane ragazza di circa venti anni che somigliava in tutto e per tutto al suo amore fallito.

Giorgio strofinò due volte gli occhi, poi, emozionato, le disse:

 

<<Prego!?>>

<<Scusi signore;mi chiamo Laura, cercavo il signor Giorgio Belli … sono la figlia …!>>

 

Già! Laura era la figlia di Giorgio!  la figlia di Giorgio e Magda che la donna aveva nascosto fino alla scomparsa del marito .

Con le lacrime agli occhi, Giorgio, capì:

<<No, mi spiace; qui non abita nessun Giorgio Belli …>>

<<D’accordo, allora mi scusi …. papà!>>

 

 

Laura si allontanava senza fretta da quella casa, mentre egli, in ginocchio, scoppiava in una risata isterica che si tramutò, poi, in pianto;infine le corse dietro urlando il suo nome ….

 

 

“ l’amore è venuto sotto le sue grazie

Magnificandone l’essenza

Narcotizzandomi la vita

Ho perso il suo aroma

Troppo presto

Ho “bruciato” letti …

E divorato cuori

Di mille donne!

E questo mi ha purificato dal dolore!

Adesso è tornato

Sotto sembianze diverse

Sotto gli occhi di mia figlia

E non c’è amor

Più grande

Dell’amore dei propri figli …”