Sparato sull'asfalto
(Roberto Estavio)
Davanti ad un asfalto bruciato e consumato da chilometri di vita inconsapevole. Era steso
su quell’ asfalto reso tenue da una leggera pioggerellina. Chi avrebbe raccolto un straccio sparato?
Su quel pendio roccioso chi avrebbe ancora mangiato? Sentiva ancora il profumo di un coltello che trafigge le costole.
Ascoltava una canzone violenta ma si perdeva negli spazi dilatati di un amico.
Tenderebbe la mano anche a chi volesse ascoltare, fosse un nero abbonato, fosse una cinquantenne napoletana che pro-viene da Napoli e con la sua macchinina vola verso il centro della città anzi la periferia proprio di fronte al bar.
Loris è irascibile. De-lusione.
Illusione
Aveva preso un treno rapido. Prima si erano messaggiati tutta la notte. Poteva essere un incontro fortuito condito da un grumo immenso di abbracci. E invece in quella profonda palude le sue aspirazioni si modificarono.
Era stato il tormento di una giornata goduta e prolungata più del dovuto.
Poi la fuga nella notte
calma
fredda
piatta
apparente
incongruente
La sera
prima di adagiarsi su un comodo lavoro prese il Trono e spingendosi in un livido bagno lo rivolse contro
le tempie
il naso
gli zigomi…. ma si sbavò e masticò l’incongruo stillicidio del sentimento.
Un salto in macchina al bar.
Due ultras consumavano l’alba
Si strinse dietro alla loro rasate teste, si avvicinò indugiando sul quotidiano del giorno.
Anzitempo
…..FUORI DA TEMPO…
Un tenue lampo e il cervelletto di Fabio volò sul pavimento.
Un’incantevole carezza.
Un’anima senza apostrofo frantumò i residui del cervelletto di Dragan depositando il suo pensiero su un ruvido tappeto persiano.
L’attimo durò l’orgia di una pipa di crack