SentiMento
(Michela Trotta)
Vestito da ermetico isolante
di avvolgente aderenza
ancora lontana dall’esser soffocante
nella comoda di visa
da paradossale imperfezione circolare
stringente nell’interno,
affacciato su di stese di stanze fuori
Racchiusa e volontaria detenzione
vivente in sottili fili, che tesson trame
della perfetta e ferrea recinzione
Dall’esterno i molti aderiscono da estranei spettatori.
proliferano perdite, figlie legittime della Scelta,
che fedele custode
si aggira attenta tutt’intorno
delimitando il reticolo di quadrati
E’ rara la fuga dalla sorveglianza,
chi si mimetizza per entrare
ha di fronte una ripida di scesa da trascorrere
risarcita dal poter appena sfiorare lo scudo
tanto da lascir deposte le armi nella guaina
La vista già poco chiara
resta abbagliata dall’ombra, sospesa in un manto velato,
adoperata nel ricoprire la giacenza
inflessibile nemica dell’ipotetico agire
Comincia a cogliersi il germoglio della bianca attesa
bramosa di un colore vittorioso
si fa fitto e assillante,
il suono è scandito
dal tempo di adoperarsi all’accoglienza
Che sia benvenuto, tu
ammesso come ungente macchiante
Inizia a scorrere la tempera
animata da palpabile densa corposità
impregnando per farsi capire,
assorbire
Poco importa dell’ingresso cardinale, abile nell’apparenza,
e se pur proveniente da vie secondarie
si dilata fino al nucleo,
generando,
nel tuo stesso colore.