Nel nostro comodo senso di colpa
(Daniele Locchi)
Mi piacerebbe parlarti di me
nell’alba che non cede al sole
di un autobus che non sa arrivare
di gente tutta intorno alla stazione
che dice di venire da lontano
senza sapere dove deve andare
Vorrei cantarti della mia paura
quando la casa torna a farsi sera
e uno sguardo appiccicoso uccide
mutando in ghigno per la compagnia
seduta al bar con la bottiglia in mano e
l’abbonamento della curva in tasca
La voglia di non volere più niente
nel viso del cassiere al luna park
la verità al trapezio è senza rete
nello spettacolo di sola andata
e noi con sedie cosparse di ceci
staremo molto meglio inginocchiati
Sulla spiaggia scura di Lampedusa
i granchi affollano scarpe disperse
tra i fiori appassiti il sindaco implora
un dio di togliere l’acqua dal mare
che ci avvicina alla Terra Nera e
al nostro comodo senso di colpa.