Una nuova vita a Los Angeles

(Antonio Segat e Dhyana) 

 

 

Jennifer si sentiva estasiata nelle braccia di Scott, che la stringeva delicatamente baciandola sulla fronte.

Non le sembrava ancora realtà  quello che pareva un sogno incantevole.

Convivevano da ben dieci anni, eppure il tempo non  era riuscito a  far diventare abitudinari i loro momenti trascorsi insieme.

Carpivano in ogni attimo l’Amore e lo vedevano rigenerarsi giorno dopo giorno.

Per  entrambi  era  stato  un miracolo conoscersi, in quanto uscivano  da periodi difficili privi della benché minima fiducia nella vita.

Lo squillo della sveglia li fece finalmente decidere a fare colazione.

<  Cosa  ne  dici  se  prima  di  recarci al lavoro facciamo jogging?> propose lui sprizzante d’energia.

<  Ok!  Visto  che  sono   appena  le  7,  direi  che  siamo  abbondantemente  in anticipo e ci farebbe benissimo un po’ di sport > rispose lei.

< Hai notato lo sguardo del direttore al briefing, quando abbiamo fatto il resoconto della guarigione dei bambini ? >

< Era incredulo davanti all’evidenza …..è il suo principale limite!>

< Ad ogni modo, vedrai che riusciremo a scoprire molto di più.>

< Andiamo? >

< Eccomi !>

 

Era una splendida giornata di fine Aprile,  l’aria  era fresca e profumata,  sopra di  loro  dei  gabbiani  volteggiavano  per   planare   armoniosamente in  riva  al fiume.

Era soave risvegliarsi immersi nella natura!

In lontananza i  grattacieli  della  città  creavano un forte contrasto, ma   tutto  sommato loro amavano vivere a Los Angeles.

Nel  giro  di  un ora    facevano  il  loro  ingresso  al  Junior Hospital, dove curavano bambini seriamente malati, attraverso ciò che definivano il miracolo del sorriso.

Recentemente  si  erano  imbattuti   in  guarigioni   inspiegabili!

Se da un lato la faccenda li rendeva trionfanti,   dall’  altro erano nel mirino del Direttore e di altri medici che perpetuavano imperterriti la loro cura della “speranza”, negando la realtà dei fatti a spada tratta.

< Ciao Jack! Buona giornata! Dove sono le nostre schede ?>

< Eccole!Oggi è prevista una gita al parco, mi raccomando non tardate !>

< Il tempo è relativo, hai visto che giornata ? >

< Fenomenale Scott, proprio come te! >

< Jenny,  ci vediamo nell’atrio tra dieci minuti, recupero le merende mentre ti occupi di loro, ecco la lista dei fortunati!>

L’autobus era un’isola felice: i bambini cantavano, divertendosi nel lanciare un pallone giallo da un sedile all’altro.

Scott scorse nello sguardo di Jennifer un motto di commozione, stringendole  la  mano disse: < Ce la faremo, non pensare negativo.>

< Non credo che accetteranno la nostra scoperta >

< Stiamo parlando di vite umane! >

< Hai ragione, ma ieri mi aspettavo un riscontro positivo, invece  si  sono  riservati   di risponderci addirittura tra due mesi e questo mi ha demoralizzata>

< Jenny,  abbiamo scoperto la cura di questa malattia, questa è una grande vittoria e  un balzo in avanti per la scienza ! >

< A qualcuno può dare molto fastidio, sai…. i soliti  disdicevoli interessi, comunque la formula è al sicuro e ho già  fatto quello che mi hai detto dopo averla brevettata.>

< La nostra fiducia nel futuro ci  ha condotti aldilà di ogni aspettativa  e  credo  che   il potere di questa verità spalancherà ogni porta. La tattica è   continuare  a   persistere  a prescindere dalle avversità.>

< Iniziano a deriderci, Lucy mi ha fatto capire che ci licenzieranno se continueremo su questa linea, teme che le nostre vite siano in pericolo!>

< E allora? Andiamo avanti per la nostra strada, tutto ciò ha un valore inestimabile! >

< Hai ragione, mi sono lasciata coinvolgere  in  futili pettegolezzi…guarda siamo arrivati!>

In un attimo il bus si svuotò e i bambini correvano nel parco all’impazzata.

Era inverosimile pensare alle condizioni di alcuni  mesi addietro, quando non erano in grado di reggersi in piedi,  ma   questo era il risultato raggiunto.

Fecero una passeggiata, poi si sedettero a  cerchio.

Scott amava molto raccontare le fiabe e loro ne rimanevano affascinati.

Si sdraiarono nell’erba tutti quanti tenendosi la mano e crearono un gioco:

ognuno di loro esprimeva sensazioni positive su ciò che vedeva o udiva di bello in quel parco.

Ne scaturì una composizione di poesie,  che  Jenny  inseriva velocissima nel  notebook.

Il gioco successivo era quello che aveva inspiegabilmente ribaltato i casi più ostici.

Era emozionante sentire i loro discorsi, erano delle  perle di saggezza.

Inizialmente discutevano di  momenti  tristi, in  seguito  davano  ampio  spazio  a  quelli piacevoli.

Ormai erano guariti, la settimana entrante sarebbe stata l’ultima della loro permanenza al Junior Hospital e finalmente sarebbero rientrati alle loro case. 

Jennifer e Scott avevano  studiato  scrupolosamente  le  cartelle cliniche, notando le cause dei loro miglioramenti e approdando a successi strepitosi!

Applicavano di nascosto i  loro  metodi  basati semplicemente  nel farli  vivere  in   un ambiente sereno, divertente e creativo.

L’antidoto della malattia nasceva dalla vita stessa!

Era spettacolare vederli rifiorire e rimettersi in carreggiata.

I casi raccolti nello schedario avevano già sfiorato il centinaio.

Capitava che il bambino invertisse  il  modo di  vedere la   vita  in   positivo,    oppure semplicemente evitasse situazioni sgradevoli, per raggiungere un  equilibrio  emotivo stabile e iniziare a guarire.

Molti di  loro  superavano  traumi  infantili  attraverso  la  comunicazione,  al punto di sentirsi davvero sollevati dal peso di un fardello insopportabile.

Era difficile gestire tutto ciò in un ospedale, ma ne valeva realmente la pena. 

Era nato davvero un modo d’avanguardia per debellare malattie incurabili.

Ogni  dubbio  riguardo  la validità dei loro esperimenti, si era eclissato totalmente con l’apparire di fenomeni paranormali.

I bambini acquisivano doti di preveggenza, telepatia e telecinesi.

Avevano creato un gruppo speciale, animato da un forte entusiasmo e spirito di squadra nell’esplorare territori ancora vergini all’uomo comune.

Ognuno  era contraddistinto da particolare attitudine nell’aiutare il prossimo.

Nell’ospedale si erano dovute creare apposite aree per soddisfare le loro richieste di istruzione e in un solo anno la maggior parte completava ben tre livelli scolastici con il massimo dei voti.

Il quoziente d’intelligenza, la capacità di apprendimento, l’ applicazione della conoscenza rasentavano il massimo dei livelli concepibili.

Sembrava che i mass-media ignorassero l’intera vicenda: né un articolo né un’intervista,  sebbene qualche genitore preso dall’euforia si  fosse  presentato direttamente agli studi televisivi R.F.

Jennifer  era  avvolta da un turbinio di pensieri,  stava  elaborando un piano per coinvolgere altri individui ai loro progetti, sdraiata ai piedi di una quercia.

Nell’aria aleggiava una strana quiete.

Improvvisamente sentì la voce di Kelly chiamarla:

< Ehi! Jennifer corri! Guarda Mike! >

Jennifer notò che i bambini avevano stretto un cerchio intorno a lui,  nessuno  fiatava e sui loro visi si accendevano sorrisi di meraviglia e incredulità.

Scott estrasse la videocamera per immortalare il tutto: Mike parlava una lingua antica!

L’episodio durò all’incirca dieci minuti, il gruppo era rimasto composto e al termine del discorso incomprensibile, la tensione sfociò in un maestoso applauso.

Si trattava di un vero prodigio, accaduto proprio lì inaspettatamente durante un gioco!

Mike non ricordava nulla ma aveva un portamento insolitamente tranquillo.

Prima di rientrare alla base  si  ripromisero di non svelare l’ennesimo segreto.

I loro occhi brillavano di gioia!.

 

Tornati  a  casa  Scott  e  Jennifer  trascorsero l’intera notte a tradurre il discorso di Mike.

Alla fine installarono un programma sofisticatissimo di linguaggi arcaici.

Il resoconto riportava una maggioranza di termini tradotti dalla terminologia dei Veda.

Il messaggio era singolare ma inquietante allo stesso tempo:

“ Jennifer e Scott, 

grazie di esistere e di averci  permesso  di portare  Luce sul   pianeta Terra.

Io sono vostro figlio  Athanor.

Probabilmente non vi ricordate di me,  del  resto  si  sono  avvicendate   ben   sette   vite  da quando ci siamo lasciati.

Non siate spaventati di fronte all’ignoto, la conoscenza porta dritti alla verità ultima. 

Esiste un energia che viola le leggi  del tempo  e dello  spazio, comunemente conosciuta

e chiamata Spirito.

Vi assicuro che c’è dell’altro da   scoprire in proposito, avrete modo di constatarlo personalmente. 

 

 

 

 

 

 

 

Da tempo  immemore stiamo  risalendo  la  china  e  si  sta avvicinando  il giorno in  cui ognuno   di   noi  riuscirà a dare risposta alle principali domande   esistenziali.

Sono certo che abbiate raggiunto  la necessaria  consapevolezza per accettare quello che sto per rivelarvi.

Questo  risveglio  spirituale,  nonostante    sia  ostacolato da un  gruppo di esseri decaduti, sarà inevitabile e avrà una portata planetaria.

E’ necessario  creare  adeguate strutture per proteggere e aiutare questi bambini speciali ad entrare nella Nuova Era.

Questa è la missione e si uniranno in un batter d’ali migliaia di altri esseri.

Si tratta di un’evoluzione  spirituale che si espanderà  a macchia d’olio come mai successo negli ultimi milioni di anni.

Conosci te stesso!

Il  viaggio  inizia  quando esploriamo il  mondo interiore e culmina  laddove ci sentiamo un tutt’uno con l’Universo.

Con la verità dalla nostra parte possiamo solo vincere!

Siate implacabili sempre e ovunque”.

Le  lacrime  scendevano  copiose  sui  loro  volti,  si  erano  imbarcati  in  un avventura senza precedenti!

Uscirono sul terrazzo, ormai  stava albeggiando e il cielo si tingeva di rosa.

L’indomani avrebbero dato vita  a una nuova fondazione, consapevoli  della  più grande svolta data a quella civiltà del 2030!

Los Angeles  assumeva un aspetto esoterico,  avevano  davvero   cambiato punto di vista ed erano finalmente pronti a dare inizio a una nuova civiltà!

Il cuore di questa esplosione spirituale era la città degli Angeli.