Sarò solo

(Daniele Bausi)

 

Anche se disteso e gli occhi chiusi ho

desto son per sentirne i rumori,

le grida lontane

soffiate

nel vento del mare.

Giostra di bambini nel paese risuona

ma non è quel canto che voglio sentire;

strida di gabbiani

e una lacrima

comincia lenta la sua discesa.

Non odo passi

sulla sabbia bagnata;

muto è il respiro come l’ombra,

mentre una mano inesorabile passa

e sfiora la mia anima sola.

Non addormentarmi vorrei

e correre dietro agli aquiloni;

seguire la striscia del mare

e affondare nel suo dolce colore.

Tutti insieme passano

a ritmo sincopato

schierati come soldati

dal ritorno dal fronte.

Niente è diverso

nel loro sguardo velato,

dietro uno schermo nero riflesso

l’uomo non è più uomo,

solo macchina fatta in serie.

Il battito del cuore,

la catena di montaggio.

Adesso non so più che chiedermi

se pace o rassegnazione

mentre quel vento assente

inarca la mia schiena.

Sprezzante il dolore

la sofferenza che viene a mancare

un abbraccio senza senso

nello stimolo perso.

Come perse sono le mie idee

confuse nelle onde agitate

buttate con coraggio

le mie mani insanguinate

Non temete non verrò più

sarà solo un timido ricordo

mentre gli anni si spaccano

senza nessun appoggio.

Anche se son desto

e i rumori ascolto

quella mano, ci sarà mai

a mettermi in salvo?