Ricordo che...

(Luigi Ventriglia)


Ricordo che passavi
sotto le finestre delle case
urlando le tue merci,
I tuoi affari.
Era mattina presto,
ancora blu,
ma non disturbavi,
oramai era quasi come se
ti attendessero.
Al tuo secondo urlo,
si schiudevano
lentamente gli usci
ed uscivano vecchine ricurve
e tremanti per la prima umidità
o per gli anni
e nella loro agitata lentezza
venivano da te ad acquistare spille
o altri piccoli oggetti
di cui non ho mai capito
il reale valore.
Un giorno dimenticasti di venire
e tutti ancora,
senza dirlo
siamo qui ad attenderti.