Ragazza al tavolino di un bar

(Teodoro De Cesare)

 

Alla mano su cui poggi la testa
non dai molta importanza,
io invece si: sorregge i tuoi pensieri
così come io non riesco
a sostenere i miei.

Il ciuffo di capelli ti copre
un occhio, perso nella profondità
di un bicchiere, mezzo pieno o
mezzo vuoto: non mi è dato
concepire il tuo umore.

Vorrei avvicinarmi lento
per parlarti di non so quali cose,
forse rose sono quelle incartate
fra le gambe tue e di un amore
irreparabile credo ti affliggi.

Ma non ho il coraggio, come sempre
e ancora una volta di più ora.
Molto lavora la mente mia e
troppo lontano dalla realtà resto
a guardarti, indenne dai miei soliloqui.