La primavera di Said
(Daniele Locchi)
Il sole è gelido qui a Kandahar
il vento d’inverno
non vuole morire.
Sulla distesa di polvere e sassi
gracchiano gli echi dei corvi.
Lontana rintocca la Jihad.
Oggi fa freddo
a due passi da un sole
che non ha più occhi per riscaldare.
Un boia dalla barba santa
mi ha riempito di sabbia anche il cuore.
La mia testa galleggia sul fiume.
Lontano, lontano, lontano
in fondo alle terre lucenti
chissà se una donna riabbraccerà l’uomo
che era con me a primavera.