Ospedale
(Claudio Esposito)
Giunge l’alba rossa
sul grigio padiglione.
Su panchine di sole
di durissima pietra
stanno i ricoverati.
Nessuna parola.
Anch’essi
corpi di pietra.
Né ossa né vita.
Braccia incrociate
su seni magri.
Occhi velati
a fissare la terra.