Oltre il respiro

(Francesco Luca Santo)

 

 

Non riesco a pensare

a un domani d'oro

perché le ferite annebbiano la mente

come fumi inondatori e rapaci

dentro la botte di Bacco,

vecchio e pazzo

speziale perverso

Recupero le sterili

sembianze di un uomo vero

con l'ingorda pretesa di riaverti

ma soltanto

traditore abietto e distante

di un cinico responso di idiozie, rimango!

Cacciami adesso dal monte di neve fresca

e torturami,

oppure amami...

semenza ansiosa del mio prepuzio rigonfio!

Sarò come un vecchio ricordo

che scorrerà misero nelle caverne della notte,

stuprandone la sacralità delle ore...

Adesso concedimi un ultimo rifugio,

un ultimo pasto

o un ultimo bacio

per dilaniare questo sguardo!

Se domani riceverò ancora

l'avello nuziale dalla morte

troverò recupero d'arte

nelle silenti ombre della sorte

Io cadrò

nella pozza ambigua e malsana di Nerone

Tu..ascenderai ancora

-ammaliata dai Padri-

alla rovina dei Cieli...

dove Dio ti sorreggerà

dal vigore servile del peccato

mia povera ninfa...

 

Oltre il respiro

dimetterò la mia luce...

nell'ombra vermiglia e sconsacrata di Orione!