Nuda

(Lucianna Argentino)

 

 

Nuda d'altro che poi la riveste

amata male si va dicendo orfana

negando madre e padre

di sé sola creatura

chiara a me l'offesa

a me già pervenuta a quest'assenza. 

 

Manco di un dolore profondo

di quelli che disincarnano l’anima

e la fanno sublime.

Fin qui gli anni sono stati un abbraccio forte

dato al buio, come di chi non sa parlare

e alle braccia cede quel potere.

Anni trascorsi con la scure alla radice,

anni di verità fallite, di gioie laciniate.

E’ dunque mio un dolore tutto intero,

già maturo, già presente nel pianto

insolente della nascita. Ne sento

il mormorio di mare, il moto di risacca

nelle viscere – salmastro respiro di lama

dentro m’incide l’evento che consola.