Una notte magica

(Jacopo Carlo Marone)


Neri neri come il carbone. Lucidi, lisci. Perfetti. Capelli corti a sfiorare le spalle, con una morbida e provocante frangetta rivelatrice di due diamanti in un malinconico sguardo di un verde conturbante, in perfetto contrasto con i capelli. Naso alla francese, piccolo aggraziato, leggermente all’insù.. altezzoso. Un piccolo neo a qualche passo di lacrima dall’occhio sinistro, e ancora più sotto una bocca dipinta, una rosa in piena bocciatura. Maglietta a barchetta verde pistacchio, aggrappata sensualmente alle spalle, leggermente scollata, e avvolgente in vita, dalle maniche lunghe e ad imbuto ai polsi. Un corpo spettacolare, più alto del mio, snello, slanciato e compatto che niente e di nessuno a da invidiare. Sorriso caldo, ostinato. Perfetto. Assolutamente perfetto. Gambe lunghissime che si uniscono ad una vita da mangiare di baci, con un sedere sodo, rotondo, magnifico, anche questo perfetto.. come tutto il resto d’altronde.
Ti avvicini, mi chiedi una sigaretta abbozzando un sorriso ma senza sforzarti troppo.. non ne hai bisogno.. hai un corpo che già parla abbastanza. Te la porgo, te l’accendo. Mi ringrazi e ti allontani verso la fermata dell’autobus.
I nostri sguardi si lasciano, la magia improvvisamente si spezza e precipito verso terra alla velocità della luce con un tonfo al cuore. Ti rincorro. Alla fermata metto di fila due parole e riesco a strapparti un altro sorriso. Segue qualche informazione, parole vaghe destinate a dissolversi di lì a qualche istante su quello stesso marciapiede… università.. Bologna.. cameriera e qualche sfilata di moda…mezze domande e risposte di circostanza.
Sfacciato ti offro un passaggio in macchina che tu, con mia grande gioia e sorpresa, un po’ per la stanchezza, un po’ per l’ora tarda, accetti a malincuore.
In macchina noti il pass auto appeso al cruscotto. Scopri il lavoro che faccio e ti rilassi leggermente di più. La diffidenza lascia spazio alla conversazione mentre io metto in moto e mi appresto a divorare quella notte magica con te.
Guido veloce lungo Trastevere. Non te ne preoccupi. Continuiamo a parlare, a ridere, a precipitare in un vortice sempre più piccolo, sempre più vicini e sempre più veloci. Le luci del Muro Torto ci spiano maliziose e dal finestrino leggermente aperto una calda aria estiva ci investe circondandoci. Ancora per via Nomentana, sempre più vicini al punto che mi hai indicato, tu, sempre più a tuo agio e la macchina sempre più invasa da un improbabile e strano presagio.
Rallento.. accosto. Siamo sotto casa tua. Ti fai seria e ti irrigidisci nuovamente. Ormai la macchina è ferma… rimaniamo sospesi in quel mistico silenzio per qualche secondo.. o forse solo decimi.. Poi decisa e veloce mi ringrazi, mi baci sulla guancia e fai per scendere. Ti afferro al volo il polso. Delicato ma deciso. Ti lascio tutta la possibilità di svincolarti senza alcuna fatica e te lo faccio capire.. ma tu non lo fai. Rimani ancora girata dandomi le spalle, per qualche attimo, con la mano sulla maniglia dello sportello appena aperto… pietrificata… Poi ti giri sicura… ti avvicini, mi avvolgi il viso nelle tue mani terribilmente delicate e morbide.
Sembra di conoscerci da una vita.. è tutto così paurosamente naturale. Precipitiamo in una spirale di follia, di baci insaziabili e divoratori.. di carezze sensuali. Mi tocchi i capelli, io ti accarezzo le labbra, ti bacio il collo, l’orecchio… ti lasci sedurre sempre di più. Azzardo verso la cintura. Non mi fermi. Te la slaccio e tu ti porti leggermente indietro con la schiena per rendere più facile l’operazione. Ho giusto il tempo per lanciare un’occhiata in giro. La strada sembra deserta, poche anche le macchine parcheggiate e per un attimo provo a calcolare il tempo che avresti impiegato per ritornare a casa con l’autobus a quell’ora… Ma è un pensiero che mi sfiora appena. Mi sfili il maglioncino bianco, mi accarezzi il petto nudo. Infilo una mano sotto la maglietta, dietro la schiena e ti accarezzo dal collo alle natiche. Inarchi violentemente il dorso… emetti un travolgente brivido e trattieni il fiato. Chiudi gli occhi e pieghi la testa all’indietro. Qualcosa si è impossessato di noi, qualcosa di assolutamente magnifico, misterioso, travolgente, percepibile solo in questi momenti. I vetri ormai sono completamente appannati, i respiri sempre più corti e profondi e i nostri corpi si muovono, si trovano e si lasciano con incredibile naturalezza e delicatezza, visto anche il posto. Ma la cosa non ci ferma. Non a noi due. Non questa sera.
Emetti un gemito… ormai siamo pelle contro pelle. Avvolti completamente dal calore dei nostri corpi. I tuoi seni che premono contro il mio petto e quella vita, violata impunemente da un veloce sguardo solo qualche minuti fa, ora completamente abbandonata tra le mie braccia. Le tue mani corrono velocemente sul mio corpo, poi sul viso. Mi baci, mi mordi le labbra sensualmente, avidamente, sempre più vogliosa. Mi abbracci i fianchi con le gambe, stringendomi il più possibile a te… scuoti la testa con gli occhi chiusi… bisbigli qualche parola… poi li riapri di colpo. Qualcosa mi tocca diretto, veloce senza pietà direttamente il cuore. Mi perdo in quel verde ammaliante. Ormai mi sento smarrito.. completamente. Ti sei impossessata di me e negarmi quello sguardo d’ora in poi, significherebbe uccidermi. I baci, i bisbigli, i gemiti ormai non si contano più. Le mani alternano carezze a prese più violente, forti.. mi sfiori gli addominali e mi graffi le spalle all’apice dell’orgasmo… non c’è sensazione più forte e trasportatrice. Tra noi, in comune, la condivisione di queste veementi emozioni. Furiose, focose, ardenti, violente, irruenti, irresistibili e incredibili. Pure e assolutamente sincere, tenute nascoste chi sa dove durante gli altri giorni.
Poi rimani in silenzio, completamente abbandonata tra le mie braccia, ansimante e leggermente sudata. Mi baci ancora, mi accarezzi la fronte, mi chiedi quando ci saremo rivisti… e poi sgattaioli via. Ti rivesti velocemente e mi lanci un altro e ultimo sguardo ipnotico…
Non mi rimane che questo… un irripetibile incantesimo e un numero di telefono salvato sotto chi sa quale nome.