La Nemesi
(Luca Armato)
La torre dell’ Arcimago ardeva al centro del campo di battaglia. Le truppe reali Controllavano ormai l’ intera vallata dove l’Arcimago Crowel aveva appostato la sua ultima resistenza al termine di una sanguinosa guerra che aveva Incendiato il regno per decenni.
Il Paladino Lucius era fermo in mezzo al campo di battaglia. Il vento aveva un violento odore di sangue misto fumo e gli faceva avvinghiare il suo candido mantello addosso come un sudario. si mise a osservare il gigantesco rogo che avvolgeva la torre d’alabastro ed ebano come un gigantesco serpente di fuoco mentre dalle sue oblunghe finestre a cuspide si alzavano fumate dei colori più impensabili.
Vittoria penso il paladino. Nessuno aveva mai dubitato della schiacciante superiorità militare e numerica dell’esercito reale. Ma ogni soldato prima di ogni battaglia si chiede sempre se sarebbe sopravvissuto ad essa. In questo momento Lucius ne aveva la certezza.
Tiro un sospiro di sollievo e si sedete sui talloni ma proprio in quel momento da un vicino boschetto parti un gragnola di frecce che colpi una formazione di picchieri non poco distanti. La lotta fra i due schieramenti non concedeva quartiere. e neanche la morte dell’arcimago servi a scoraggiare i suoi seguaci dalla lotta. La risposta fu sproporzionata un centinaio di balestrieri inondo il boschetto con ripetute ondate di dardi esplosivi incendiari obbligando gli occupanti a fuggire.
Subito Lucius scatto in avanti al seguito degli altri paladini che avevano gia sguainato le loro spade.
L’impatto fu violentissimo inizialmente dovete schivare una lancia puntata dritta al suo ventre quindi con un netto fendente stacco di netto il braccio che la reggeva per poi spaccare in due come un melone la testa del lanciere. L’arciere li affianco non ebbe la medesima fortuna e le sue budella finirono a terra prima ancora che avesse il tempo di incoccare una freccia nel suo arco.
A questo punto Lucius averti una presenza alle sue spalle. Si torse rapidamente su se stesso e protendendo davanti a se la sua spada. Ma la lama fu fermata da un affilato pugnale.
Lucius arretro di un passo per evitare l’affondo che proveniva dal secondo pugnale quindi si mise sulla difensiva. Fu in quel attimo eterno che posso lo sguardo sul suo aggressore.
Era la più bella creature che mente umana potesse concepire. Una giovane donna il cui volto perlaceo era incorniciato da una cascata di lungi capelli ramati che si fondevano insieme alla tunica di seta nera con arabeschi color porpora che il vento faceva aderire al corpo evidenziando la sublime perfezione delle sue membra. Da un lungo spacco della veste fuoriuscivano le sue lunge gambe pallide che posavano su sandali col tacco i cui lacci di pelle salivano fino al ginocchio.
La mente di Lucius fu come ubriacata da quella vista la bellezza era tale da spingerlo all’idolatria.
La dea non esito e si lancio al attacco mulinando entrambi pugnali.
Lucius lancio via la spada per paura di poter ferire una cosi perfetta bellezza e uso lo scudo per pararsi dai suoi attacchi quindi inizio ad arretrare sotto la sua furia finche non cade al indietro inciampando su un cadavere. Ebbe appena il tempo di alzare il busto che un pugnale gli spacco il cuore in due. Allora lei gli si avvicino e gli diede un bacio prima che spirasse.
Lucius fu felice di morire con quella ultimo meraviglioso ricordo nella mente.