(Salvatore Castaldo)
Laerte Settembre 5th, 2008
Quando dopo giorni di lavoro ininterrotto hai finalmente l’indomani libero e decidi, giustamente, di dormire un po’ di più per recuperare le tante mezz’orette di sonno perse qua e là, ecco che dormi meno delle altre notti ed in fondo lo sapevi pure per esperienza passata.
Fin qui ci siamo ed è anche accettabile e perdonabile che le tue stupide endorfine, abituate agli automatismi di orari mattutini pensino: -non hai stamani alcun impegno, nulla da fare quindi è meglio che ti alzi.- Rilasciando nel corpo una quantità tale di adrenalina da farti buttare via le lenzuola come fossero i tuoi peggiori nemici. Quando invece a romperti l’anima è una mosca che, nel sonno, durante un sogno che aspettavi da mesi, di meglio non riesce a fare che prendere la rincorsa e venirti in faccia, sulla fronte, o di intrufolarsi nelle orecchie come un kamikaze Giapponese; allora pensi, ma sono proprio sfigato!
Ho intrapreso numerose battaglie negli anni con questo sporco insetto ed ho imparato che per prima cosa bisogna mantenere la calma. Ho notato anche che quando ti rompe l’anima una mosca vi è assenza di zanzare e quando invece succede il contrario vi è assenza di mosche. Una specie di alleanza economico-politica tipica del nostro Paese.
Ho provato in tutti i modi di ignorare l’infimo insetto e contemporaneamente non perdere il filo del sogno che, sotto attacco nemico, tendeva a diventare sempre più anni cinquanta, sempre più in bianco e nero. Cuscino sulla testa, scatto della mano a polipo, cambio posizione, testa sotto le lenzuola. Stava albeggiando ed io cercavo, disperatamente, di riprendere il mio bellissimo sogno. Tra l’altro, questa volta, ero riuscito a spingermi disinvoltamente un po’ più in là con la rappresentante dermatologa che viene due volte alla settimana nella farmacia di mio nipote. In realtà vi sono stato di fatto ieri per comperare un prodotto stura-timpani e guardandola sono rimasto non poco affascinato tanto era lo splendore, la bellezza e la sua perfezione cutanea. Tutta la sua pelle era liscia, luminosa, abbronzata e nutrita da chissà quali estratti arboriferi di giungle tropicali. Sfoggiava per giunta, oltre ad un viso carino e un corpo appetibile, due begli occhioni neri, due sopracciglia sottili e raffinate, due orecchie bellissime, due narici e due seni come piacciono a me. Appena entrato le ho lanciato un rapido sguardo scattandole un paio di foto ad alta definizione con le mie pupille poi, al suo sguardo di ritorno, sono stato vigliacco e così non ci siamo sincronizzati. Forse mi ha bloccato il fatto che ero sudato o che dovevo comprare lo stura-orecchie. Avevo anche pensato, mentre aspettavo il mio turno, di rispondere alla domanda di mio nipote: -ciao zio cosa ti serve?-
-Profilattici L alla fragola, grazie!- Riattivando così subito l’attenzione della dermatologa, ma anche di tutti gli altri presenti quindi ciò mi era parso subito insensato, oltre che volgare e del dover ritornare a casa con gli echi nelle orecchie. Ora, che in questo stupendo sogno le stavo chiedendo garbatamente di uscire tenendole la deliziosa manina ipnotizzandola con i miei occhi, pensando già a come castigarla, ecco che arriva la bestia a rovinarmi tutto?
Insomma mosca, con tanti uomini, con tante notti, con tanti posti, con tante storie; proprio me in questo preciso momento dovevi scegliere?
All’ultimo dei ripetuti e decisivi attacchi, spintosi spregevolmente fin quasi all’interno delle mie labbra, sono scattato con la schiena rizzandomi nel mezzo del letto. Che schifoo!!! Il sogno è sbiadito velocemente come un foglio di cartapesta sul barbecue.
Ora l’unica mia soddisfazione era ammazzare la mosca, e stritolare la carogna tra l’indice ed il pollice, come minimo! Sono andato in cucina, ho preso un panno e fatto il solito nodo alla punta a mo’ di sagoma di fantasma questo serve per imprimere più forza al colpo. Ho aperto un po’ di balcone in quanto iniziavo anche a sudare, ma questa è stata la mossa sbagliata. Niente da fare. L’ingrata, subdola e vigliacca si sarà infilata tra le pieghe della tenda ed ha trovato la strada per farla franca, seppur, di sicuro, con una certa ansia addosso.
Mi è rimasta una gran rabbia dentro, ma mi sono promesso di ripercorrere dal vivo esattamente le stesse scene del sogno martedì prossimo quando tornerà la dermatologa e chissà che non combacino davvero. In più mi tranquillizza il fatto di essere avvantaggiato per averle già vissute, conoscendo anche le sue imbarazzate risposte, mentre lei sarà presa alla sprovvista. Potrei, addirittura, anche improvvisare diversamente dal sogno, sorprendendola e non poco.
Gradualmente, verso le 07.30, mi sono calmato e preparato un discreto caffè. Poi, start on PC e, una volta aggiornato l’antivirus, ho pensato di raccontarla anche a voi. KissSal…