La foto
(Francesco Luca Santo)
Come ogni giorno,puntuale,arriva il suono dell’ultima campanella della scuola.
Festanti e ridenti, fuggiamo via verso la libertà dal nome casa.
La mia corsa,però,si ferma là,davanti all’ultimo gradino.
La gioia lascia il posto al dolore. I miei amici vanno via con la mano stretta a quella dei loro padri.
Volano via, insieme, raccontandosi il loro amore,su una macchina che profuma di tabacco spento.
Ed io da solo,invidioso e infreddolito, torno a casa nel silenzio delle lacrime.
Mi hanno sempre detto che mi somigliavi…che eri speciale.
Mi raccontano da anni che piangesti insieme a me alla mia nascita,emozionato come un bimbo. ..E a me…a me cosa resta di te! Una piccola fotografia bagnata dalle lacrime,e poi nulla;nessun ricordo!
Voglio le tue carezze sul mio viso,i tuoi abbracci…
Vorrei urlare con te allo stadio;vorrei che mi aiutassi con la matematica,giocare ai cow boy,o ridere spensierati sul dondolo delle giostre nuove.
Il mio pensiero si perde nel cielo cercando il tuo volto…ma, mentre ti cerco tra le nuvole,mi ritrovo già di fronte casa.
Però so già,che tu non ci sarai…che non siederai al mio fianco!
Perché…perché papà! perché non sei qui con me! Perché ti hanno chiamato da lassù prima che io potessi camminare sulle tue scarpe enormi! Perché non posso, anch’io, correre per i prati col mio più grande eroe,dai folti baffi e dalle mani grandi che coprirebbero le mie,nascondendole al Mondo!
È quasi estate,la zagara e il gelsomino rallegrano l’aria col loro profumo di felicità .
Tra qualche mese i miei amici partiranno via verso il mare e, mentre loro nuoteranno tra gli spruzzi di sale,io resterò qui da solo,in questa casa.
Piangerò la mia ferita su questa foto e sulla tua anima,mentre il tempo passa ed io,ogni giorno di più,senza te, mi faccio uomo…