La città perfetta
(Paolo Pianorsi)
….Noi siamo ciò che vogliamo essere, esistiamo, l’importante è esserci, esserci stati e continuare ad essere…( la natura sogna ciò che è e ciò che sarà)….
“ Esiodo dice: che primo fu il caos e quindi poi la terra, dall’ampio petto, saldissima eterna sede di tutte le cose, e amore”.
Kronos, non esiste, esiste solo una mutazione continua, dove nulla si crea e nulla si distrugge, l’infinito, ciò che è, ciò che siamo, e ciò che saremo, esiste già, se vogliamo, lo accettiamo, IL TUTTO, altrimenti lo neghiamo, IL NULLA.
Il bene e il male il caos e l’amore questi saranno gli argomenti che si svolgeranno, in un crescendo in cui tutti saremo coinvolti e avvolti o forse stravolti.
E’ ora, signori; stanno entrando i filosofi…..
Agatone: “ Ragazzo, va subito a vedere dov’è Socrate e conducilo qua.
Tu Aristodemo, sdraiati vicino a Erissimaco, Su Su ragazzi …, dateci da bere.
Socrate: Bene…, vedo che mi aspettavate?
Agatone: Vieni…Socrate e prendi posto accanto a noi…., intanto ti presento gli ospiti del mio Simposio.
Vedi…, laggiù, quel bel ragazzo di 15 anni? ansioso di carezze e di ordini?
Socrate: si un bel Levriero….,
Agatone: …è lo scudiero fedele di Adriano, Antinoo e l’altro, accanto a lui è Gitone il bel fanciullo 18enne dolce e viziato del Satiricon,,,poi…ancora…alla mia sinistra ecco…lo vedi? Tadzio il dolce 14enne di Morte a Venezia…ed ancora…., guarda…,guarda…,quanta bellezza, Patroclo, che aspetta il suo Achille, Ganimede che sarà rapito da Zeus, poi Alcibiade il fanciullo 14enne di Venezia istruito dai baci del suo tutore il famoso insegnante Prete…, continuando li vedi?.. i giovanissimi allievi di Zenone l’alchimista eretico del 500 Fiorentino: Gionata indolente e biondo di Lovario, il Gherardo di Lubecca “ fanciullo riflessivo…., oggetto delizioso e discepolo studioso”…, per finire…i modelli del grande Caravaggio, L’allievo 17enne di Leonardo da Vinci, e i modelli dei grandi stilisti……
Socrate: ….Si…si…vedo…vedo…quanta bellezza…, c’è del vero e del falso,,,vedo…l’inquisizione…., le torture…, succedutesi nel moto temporale, il tragico e il comico…, il definito e l’indefinito…l’intolleranza, la divisione…, l’assenza di amore…,
Amore…,forse è quello che manca…
Platone: Ma tu Socrate, come io Platone, abbiamo delle colpe???
Su tutto ciò???
Siamo responsabili anche se indiretti del nuovo caos???.., oppure le nostre idee di una repubblica, di una città perfetta sono rimaste tali?
Aristotele: ..Credetemi amici…,Socrate, Platone, anche io Aristotele, sono meravigliato di come si vive la vita ,,, ma non sorpreso…, anche quando abbiamo iniziato a Costruire…, o meglio gettato le basi…, per creare un “occidente”, forse, un po più slegato dalle catene umane….,
da est sorge il sole….ad ovest puntiamo lo sguardo alle stelle simbolicamente ci eleviamo , ma come ogni legge fisica…ricadiamo sulla Terra, perché la gravità lo impone….
Socrate: Si Aristotele,…hai ragione…, con questo…, tu vuoi dire usando la logica, che prima o poi torna il caos?
Aristotele:…. non solo, ma dopo il caos, tutto è di nuovo possibile!!!
Platone: …quindi, voi dite…, che ci sarà un collasso dei sistemi fisici, e poi di nuovo un equilibrio tra le forze?
Agatone….amici…,amici…, vi prego.., guardate ora qui!!!, quanta bellezza, ci contorna, quanto amore!!, vedete i ragazzi vi ascoltano e ascoltano le vostre lezioni!!!, ma non c’è lezione più vera della vita stessa.
Proviamo ora a guardare la vita!!, e proviamo a ripercorrere le tappe della nostra esistenza, così potremo trovare l’errore, l’imperfezione, dove abbiamo sbagliato!!!
( In coro i ragazzi): si, si…ripercorriamo insieme la nostra vita!!!
Un Ragazzo: …iniziamo dalla nostra adolescenza.., su cui tutti hanno da dire, ma nessuno capisce!! Proviamo insieme a capire, con una metafora questa nostra esistenza!!!
Ecco, venite con noi, e come per magia…,torniamo all’ adolescenza!!!
ADOLESCENZA
“….Com’ero giovane allora, com’eravamo giovani sulle rive del mare e sulle nostre navi. Com’era giovane la Grecia tutt’intera, quel mattino a Salamina, tutto ci pareva possibile e tutto è stato.
All’alba ho cantato l’inno ad Apollo sulla spiaggia.
Non ero il miglior marinaio e nemmeno il più abile con le armi, ma la mia voce era la più bella.
Una voce, ha detto il capitano ,che ci fa credere nella vittoria.
Io non avevo ancora 15 anni, lui ne aveva 20 e comandava due navi.
Ero il più giovane combattente di tutta la flotta.Avevo solo una preoccupazione, non fare sbagli nelle manovre e non far ridere gli altri della mia inesperienza….”(Sofocle).
OKKUPAZIONE:
“…Martedì sera sono restato a dormire a scuola, ho mangiato i famosi maccheroni al sugo rosso, scotti, scolati male, cattivi, mi sono aggirato fumando come un turco per i corridoi semideserti,( pieni di cartacce, lattine,mozziconi), illuminati da un neon freddissimo e irreale.Ero con un mio amico che, vista Francesca abbracciata ad Andrea, ha bevuto otto lattine di birra vomitandomi su un piede e raccontandomi la storia della sua vita( nulla d’interessante). L’ho portato a braccia in una classe vuota, poi ho passato la notte sveglio su un banco durissimo e freddo.
Tutto, ogni sfiga, ogni notte in bianco, è un po’ più intenso, erotico, estetico. Questo è meraviglioso…..”
…..”devo fare tutto da solo…,in un modo o nell’altro.., o almeno provarci..,ora Maria può vedermi l’uccello. Ha in mano un preservativo. Strappa la confezione con i denti. Me lo infila.Una cosa veloce.Sensazione strana.E’ così stretto .Così elastico. A toccarlo, sembra un palloncino bagnato, solo un po’ più appiccicoso, sono nervoso, il preservativo è giallo.Mi chiedo come ha fatto a scovarlo così in fretta. Luca sostiene che le donne sono fatte così.Che hanno sempre un preservativo a portata di mano.Per poter scopare subito. Maria si mette a cavalcioni. Credo di essere dentro di lei. Una sensazione sgradevole. Inchiodare non è poi così bello come dicono tutti. Mi sento schiacciato.Mi fa male l’uccello. Però sono un uomo.Il bacino di Maria ruota più veloce, l’uccello mi si gonfia sempre di più. Ora Maria geme, suda un po’, nel complesso, è lei a fare tutto il lavoro.Ora comincia a piacermi un po’ di più, sento un formicolio in tutto il corpo, soprattutto nell’uccello, ho i testicoli gonfi,sto per venire. Ancora cinque secondi, forse, vengo, schizzo. Un fiotto di adrenalina in tutto il corpo. Mi sento libero. Sento uccellini che cinguettano.Scrosci d’acqua. Una tempesta.Tremo tutto. In un certo senso è il massimo. Non saprei spiegare perché ma è crazy…….”
“……Accadde di mattina presto, la luce filtrava appena nel tepore della stanza, tepore umido di marzo. Silenzio. I miei indumenti ripiegati con cura sulla poltrona, i suoi sparsi qua e là. Solo i respiri, il battito cardiaco. Tenni gli occhi chiusi. Luca sorrideva misterioso, io provai paura.
Perché quella sera rimasi a dormire da lui?
Avevo passato infiniti pomeriggi da lui, nella sua stanza. Pomeriggi affollati e pieni di fumo e musica. In quella stanza vidi per la prima volta uno spinello, lì scoprii il pop e il rock. Si discuteva di politica, e a me dispiaceva; avrei voluto più spazio,per la letteratura. Se si parlava di libri, si citavano quelli di Marcuse, di sconosciuti marxisti minori. Luca faceva eccezione. Nelle sue frasi, c’era posto per i poeti e qualche scrittore. Conosceva Rimbaud e Verlaine, adorava Hermann Hesse.
“Giò, così mi chiamava, Luca e tutte le volte sentivo un brivido sensuale nella sua voce.
Avvertivo qualcosa di eccentrico, nell’attrazione che provavo per Luca. Non mi limitavo a trovarlo bello e desiderabile; io volevo essere come lui, volevo essere lui.
Nel mio delirio d’innamorato, rappresentavo due parti della stessa unità. Luca incarnava il lato forte, impetuoso, deciso; io quello fragile riflessivo, problematico. Allo stesso tempo, però l’uno condivideva l’essenza dell’altro. Riconoscevo nelle pieghe più nascoste della mia personalità la sua forza, lo stesso impeto e decisione, mentre intuivo nel retro dei suoi sguardi l’appartenenza immemore alla mia natura delicata e ombrosa.
INTROMISSIONI ADULTI/ADOLESCENTI
…..” Se solo per un attimo, potessi pensare di accarezzarti…, se solo per un attimo potessi farlo e tu approvassi…., avrei il mondo addosso, caro ragazzo, sarei estromesso dal genere umano e da quello divino….”
…..” Se dunque si deve chiamare Amore questa specie di sentimento, esso è effeminato e bastardo come quello che si addice al gineceo e a Cinosarge. Piuttosto, l’amore quello vero, è uno solo quello per i fanciulli, che non è splendente di desiderio come dice Anacreonte a proposito dell’amore per le fanciulle e neppure pieno di profumi e parato a festa, ma semplice alla vista e non effeminato si trova nelle riunioni dei filosofi oppure nei ginnasi e nelle palestre, a caccia di giovani( per incoraggiare alle virtù a voce molto alta e nobile) quelli degni delle sue attenzioni.
….” J.D. Salinger: Il giovane Holden
….” Poi successe una cosa. Mi secca perfino parlarne. Tutt’a un tratto mi svegliai. Mi sentivo qualcosa sulla testa, la mano di qualcuno.Ragazzi, mi venne proprio un accidente! Bè, era la mano del professor Antolini.
Era andata a finire che si era seduto per terra vicino al divano, al buio e tutto quanto, e mi stava dio sa se accarezzando o coccolando quella stramaledetta testa. Ragazzi, giuro che feci un balzo di mezzo chilometro.
-Che diavolo sta facendo?- dissi.
-Niente! Sto semplicemente seduto qui in ammirazione…..
-Io devo andarmene, -dissi nervosamente
Cominciai ad infilarmi al buio quei maledetti calzoni.Quasi non riuscivo a mettermeli , tant’era l’accidente di nervoso che avevo addosso.Tra scuola e compagnia bella, conosco più dannati pederasti io che tutta la gente che avete incontrata in vita vostra, e gli pigliano gli accessi sempre quando nelle vicinanze ci sono io.”
….” Morte a Venezia:
….” Aschenbach notò un ragazzo dai capelli lunghi sui 14 anni, il volto pallido e gentilmente assorto, incorniciato dai capelli biondo miele, la linea schietta del naso, la vezzosa bocca, l’espressione soave e divina di gravità, ricordavano le sculture greche dell’epoca aurea; e alla pura compiutezza dell’aspetto si univa una grazia così rara e insigne che lo scrittore si confessò di non aver mai veduto, ne in natura né in alcun prodotto delle arti figurative, un simile capolavoro….”
::…..” Antinoo era greco: sono risalito, nelle memorie di quella famiglia antica e oscura, sino all’epoca dei primi coloni arcadi sulle sponde della Propontide.Ma l’asia aveva prodotto su quel sangue un pò acre l’effetto della goccia di miele che rende torbido e aromatico un vino puro.La sua presenza era straordinariamente silenziosa; m’ha seguito come un animale, o come un genio familiare. Aveva le infinite capacità di allegria e d’indolenza d’un cucciolo, la selvatichezza, la fiducia.Quel bel levriero, ansioso di carezze e di ordini, si distese sulla mia vita.”
INIZIO GIOVENTU’
“..La scuola finì di colpo. D’improvviso non c’erano più le mattine davanti al liceo, le chiacchiere pettegole della ricreazione, le merendine divorate fra una lezione e l’altra, i compiti a casa, i litigi, gli amori. D’improvviso non c’era più una vita di gruppo….”.
….” Mi ritrovai in una selva oscura…, che la diritta via s’era smarrita”.
…..”Non avere paura, sappi restare padrone di te stesso, questo è il segreto”
….”I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno….”
…”18 anni, si, sono cresciuto, finalmente.., ora non ho più obblighi, ne divieti, sono maturo responsabile, ho passato la visita militare, proprio ora, corpi nudi insieme ad altri corpi nudi, di fronte a persone ignote, che finalmente notano il tuo intimo, che finalmente s’accorgono che esisti!!
L’auto . La sera non c’è più bisogno di dire; dove vai? Con chi vai? Chi frequenti? O forse no, tutto è già successo tutto è già vecchio tutto è già stato fatto?
….Giornalista: “ A scuola dove fumate?
Ragazzo: In uno spazio aperto, all’uscita . Qualche volta anche in bagno, c’è talmente tanta ressa in bagno a ricreazione!!!, una muraglia di ragazzi a fumare sigarette, che è difficile distinguere la nuvoletta di fumo fumo.
G: Preside, bidelli, professori: chi controlla?
R: Girano , ma in maniera blanda non c’è oppressione!
G: e tu fumi a ricreazione?
R: si.., perché mette distanza tra te e le cose ti sospende il tempo…
G: e tu per questo fumi? Per essere distante dalle cose?
R: si.., prima si,,adesso fumo così per abitudine, c’è stato un periodo che mi facevo una canna dopo l’altra e avevo 15 anni, se a 15 anni una canna mi risolveva la serata, ora a 18, non mi basta più ..
G: e i genitori?
R: I miei ora lo sanno delle canne. Mia madre quando ero più piccolo, era assolutamente rigida.
G: mai pentito di aver cominciato?
R: mai
G: C’entra qualcosa la città?
R: si secondo me si questa città è piccola e piena di vecchi rompipalle. Pochi giovani, poche cose per giovani.Alla fine cos’è che davvero ti unisce agli altri?
Il fumo. Ci si trova la sera e si fuma. E’ un rito collettivo.Molto maschile, la canna è tipica dei maschi: siamo più insicuri.
G: è un modo per farsi accettare dal gruppo?
R: Quando si è piccoli si, quando sei all’inizio, magari passi da un ambiente a un altro, dalle medie alle superiori, fumare la canna quando te la passano è un modo per farsi accettare, ti maschera l’insicurezza.
“ …..Già corri alla guerra, ragazzo, ancora inesperto e tenero.Bada a quello che fai, ti scongiuro; cambia idea: chi ti ha persuaso a prendere scudo e lancia? Chi a nascondere questo bel capo nell’elmo?
Beato, chiunque sia, quel nuovo Achille che nella sua tenda si godrà questo Patroclo…” Stratone
Canzone:……………….
…”Fu una mattina alla fine di una estate quanto mai calda e afosa che partii militare….
“Come ti chiami?
Daniele risposi.
Io Marco, non piangere dai, vedrai che non è così terribile.
Mi parlava piano cercando di consolarmi e mentre lo faceva prese la mia testa fra le grandi mani e l’appoggiò sul petto.
Ricordo ancora , ora che ho 25 anni quando partii militare 7 anni fa ed ora sento la mancanza delle esercitazioni di notte, simulando gli allarmi, i servizi di guardia sotto la pioggia o la neve, le bisbocce fatte nei giorni di festa, il Natale in camerata, lo spumante di capodanno bevuto da tutti a bottiglia, i preparativi per il giuramento, le seghe in bagno o in camerata, lo spinello fumato di corsa, la pizza con la cipolla, le riunioni sulla tazza del cesso, il torneo di pallavolo, le lacrime versate da dietro una finestra per il congedo degli altri, le esercitazioni di tiro al poligono i nostri vent’anni….”
…..” Il viaggio continua, ogni cosa al suo posto, ogni angolo da esplorare, prima che il giorno abbia fine, prima che il tempo svuoti ogni desiderio, sono pronto ,sono pronto a partire….”
…..” Caro Gary mi sto preparando per partire domani per New York.
L’idea di andare alla grande Metropoli mi entusiasma, farò lunghe passeggiate sul lungomare e sul ponte di Brooklyn, andrò agli spettacoli , mi ubriacherò con i miei vecchi amici e con le due amiche Patty e Stefy.
ELOGIO DELLA FOLLIA
“ …In questo mondo bisogna essere matti, se no impazzisci”….”
“…Quant’è bella giovinezza che vi sfugge tutta via…, di doman non c’è certezza….”
“ …Rendimi casto, ma non subito” ( S. Agostino )
“…Facendone un peccato, il Cristianesimo, ha fatto molto per l’amore” ( Anatole France)
“…Se piglierai il piacere sappi che lui ha dietro di se chi ti porgerà tribolazioni e pentimento” ( Leonardo da Vinci)
…” L’aver disgiunto il sesso dall’amore ha avvilito l’amore e depresso il sesso” ( Jean Pauliac)
…” Non vedo perché il piacere, in quanto pura sensazione, debba essere un male, mentre non si disprezza il dolore che è pure una sensazione”
( Margherite Yourcenar)
“…Come il cielo e il mare che si guardano s’ammirano si amano, senza potersi toccare” ( Paolo Pianorsi)
“….A che scopo infatti riempirsi il ventre di tanti dolciumi, di tante leccornie, di tante ghiottonerie, se anche gli occhi e gli orecchi, e l’anima intera, non si nutrissero di risa, di scherzi, di facezie?
Giocare, invitare al brindisi, gareggiare intorno a un tavolo a cantare e bere a turno, passarsi il mirto cantando, ballare, far pantomime, non sono stati inventati dai sette sapienti della Grecia, ma da me “ La Follia”,
Tutte le cose del genere hanno un tratto in comune: che quanto più partecipano della follia tanto più rallegrano la vita dei mortali, che se fosse triste, neanche meriterebbe di essere chiamata vita. E triste risulterà senz’altro , se non le toglierai di dosso l’innato tedio con questo tipo di divertimenti.
Orbene, chiudere gli occhi, ingannarsi, essere ciechi, illudersi a proposito dei difetti degli amici, amarne e apprezzarne come qualità alcuni dei vizi più evidenti, non è forse qualcosa di molto vicino alla follia?
C’è chi bacia il neo dell’amica, chi trova incantevole il polipo di Agna; il padre dice del figlio strabico che ha il vezzo di ammiccare:Tutto ciò non è follia?
In un modo o in un altro non c’è nessuno che non abbia delle stranezze, e non c’è amicizia se non tra persone simili. Se ,infatti, tra questi uomini austeri si desse una volta uno scambievole affetto, non sarebbe nulla stabile e durerebbe ben poco, nascendo tra uomini difficili e più oculati del necessario, capaci di cogliere i difetti degli amici con l’occhi acuto dell’aquila e del serpente di Epidauro.
Quando però si tratta dei difetti loro, come ci vedono poco!!! E come ignorano la parte della bisaccia che portano dietro le spalle!!!
Perciò, dato che la natura è tale che nessuno è immune dai difetti( aggiungi la grande varietà di caratteri e di studi, le tante cadute, i tanti errori, i tanti casi della vita mortale), come potranno questi Arghi gustare anche solo per un’ora le gioie dell’amicizia se non interverrà quella che i Greci chiamano “Euetheia”, termine felice da tradursi con follia, o con indulgente semplicità?
Del resto, non è forse del tutto cieco quel Cupido, che è artefice e padre di ogni legame?
E come il brutto gli appare bello, così fa in modo che anche ciascuno di voi sembri bello ciò che gli è toccato in sorte, che il vecchio ami la sua vecchia, e il ragazzo la sua ragazza.
Sono cose che accadono a ogni piè sospinto e che muovono il riso; eppure sono proprio queste cose ridicole il fondamento di una società che vive con gioia.”
( Erasmo da Rotterdam)
…La mattina dopo stordimento d’alcol testa dolente e vuota così ti ripaga il corpo quando sei vicino all’essenza, di notte, quando ogni inibizione fa a botte e s’arrende piacevole come una cagata liberatoria al circostante mondo di vanagloria, ora dovrei ripartire, capire prima d’iniziare, ma la gravità avida mi attira dentro un letto, rimanderò a domani quando tutto sarà di nuovo movimento sonoro….”
“…Noi dovremmo ora, essere consapevoli di fare un viaggio, o meglio di attraversare un ponte, scoprendo, che, non siamo più ciò che eravamo ieri( la riva da cui siamo partiti) e non siamo ancora ciò che saremo domani…..”( Paolo Pianorsi)
MATURITA’
“….Confuso e pesto mi ritrovai nel corridoio dove la luce bianca lustrava sul pavimento specchiante. Non ero presso gl’immortali non ancora.Ero nel mondo di qua, nel mondo degli enigmi, dei dolori, dei lupi, delle penose complicazioni.
Anche uno che sia di mediocre intelligenza diventa maturo, se attraversa un paio di secoli.
Ancora assomigliava ad un ragazzino di 15 anni che una domenica di marzo aveva incontrato la sua ragazza. Eppure da allora era invecchiato di alcune centinaia di annetti, aveva fatto della musica e della filosofia e se ne era stufato, aveva bevuto il vino paesano, disputato su Krishna con valenti scienziati, amato, aveva vagabondato per il mondo dormito con la cinese liscia, aveva incontrato Goethe e Mozart e fatto vari strappi nella rete del tempo e della realtà apparente……” ( Hermann Hesse)
La città
Hai detto: “ Per altre terre andrò per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove ogni mio sforzo è votato al fallimento ,dove il mio cuore come morto sta sepolto ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo intorno, della mia vita consumata qui, non vedo che nere macerie e solitudine e rovina”.
Non troverai altro luogo e non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere. Imbiancherai in queste stesse case. Sempre farai capo a questa città. Altrove, non sperare, non c’è nave non c’è strada per te. Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto tu l’hai sciupata
su tutta la terra. (Kavafis)
LA MATURITA’ NON è ALTRO CHE:……………….
…. ”la sovrapposizione delle ampiezze”
La natura sogna ciò che è e ciò che potrebbe essere. La sua concezione di una particella è generosa e ampia, e appunto per questo viene chiamata ampiezza. Essa abbraccia tutto ciò che una particella potrebbe fare. Tutto ciò che, per un qualche motivo, non è proibito è permesso.
Quando una particella chiede :“ Posso star qui?, la Natura risponde: “ Ma certo! E perché no? E include quell’opzione nel suo disegno. E se di nuovo la particella chiede: “ E potrei stare anche lì?, la Natura glielo permette e aggiunge anche la nuova opzione; La meccanica quantistica.
….” Oggi mi sento un adolescente, domani un giovane, posso scegliere consapevolmente, senza rischiare….”
….” Questo ricordo, lo vorrei raccontare….Ma così si è già spento…non resta quasi niente, perché lontano, ai miei primi verdi anni sta.
Pelle come se fatta di gelsomino…
Era agosto, di agosto?, quella sera….
Ricordo appena gli occhi; erano, credo, blu…
Ah sì, di un blu zaffiro.
Kavafis
“…Anni di gioventù, mia vita voluttuosa-
Ora si ne vedo il senso….”.
….”I ricordi sono zavorra che pesa della quale , però, non ci si può liberare. Se li lasci cadere, hai l’impressione di salire in alto, ma, in realtà, è un altro quello che vola al tuo posto…..
….In questa asimmetria temporale, in questa deriva di anime che si allontanano, siamo destinati a diventare le sponde opposte di un oceano che non potremo mai più attraversare….
…Qui in questo labirinto infinito, in questa partenza senza arrivo , mi rendo conto che domani diventerà sempre più ieri….
….Legando il “palloncino”, mi sono illuso di poter imprigionare il sogno,
senza pensare che il sogno nasce libero ed è lui che sceglie noi.
Possiamo farci tela per i suoi pennelli, ma non ci è dato dipingere;
possiamo lasciarlo atterrare, ma non possiamo tracciare la rotta.
Deve essere libero di migrare e portare scompiglio in altri cuori e altre coscienze, solo così corriamo il rischio d’incontrarlo ancora e ritrovare il desiderio di ripartire.
Così credo di aver sciolto il nodo e lasciato che volasse via.
E, mentre lo guardo salire verso il tetto della notte, mi piace pensare che possa passare anche davanti alla tua finestra a consegnarti questi pensieri disordinati e la voglia di seguirne la scia.
Chissà, forse, allora riusciremo a incontrarci ancora.
Dopo tutto, se anche tu vedi la stessa luna, vuol dire che non siamo poi così lontani….”.
” Quand’ero piccolo, camminavo sul prato,
da adolescente mi sono bagnato in mare,
in gioventù sono salito sul colle,
ora maturo sono sopra il monte…,
vedo da altre prospettive e ogni motivo e valido per accusarti….”
La relatività dell’universo.
Oggi tutto è omologato tutto è uguale, sviluppo o progresso?
….” Dunque la destra vuole lo “sviluppo”;
la Sinistra vuole il” progresso”.
Non è stata vinta nessuna rivoluzione.
Qui la Sinistra che vuole il “progresso”, nel caso che accetti lo “ sviluppo”. Uno “ sviluppo”, deve accettare proprio questo “ sviluppo”: lo sviluppo dell’espansione economica e tecnologica borghese.
E’ questa una contraddizione? E’ una scelta che pone un caso di coscienza? Probabilmente si.Ma si tratta come minimo di un problema da porsi chiaramente: cioè senza confondere mai, neanche per un solo istante, l’idea di “ progresso” con la realtà di questo “ sviluppo”.
Per quel che riguarda la base delle Sinistre, la situazione è questa:
un lavoratore vive nella coscienza l’ideologia marxista, e di conseguenza, tra gli altri suoi valori, vive nella coscienza l’idea del “progresso”;
mentre contemporaneamente, egli vive, nell’esistenza, l’ideologia consumistica, e di conseguenza, i valori dello “ sviluppo”. Il lavoratore è dunque dissociato.Ma non è il solo ad esserlo.
La dissociazione che spacca in due il vecchio potere clerico-fascista può essere rappresentata da due simboli opposti, e appunto, inconciliabili:
“Jesus”( nella fattispecie il Gesù del Vaticano) da una parte, e i” blue-jeans Jesus” dall’altra.
Due forme di potere l’una di fronte all’altra: di qua il grande stuolo di preti, dei soldati, dei benpensanti e le grandi masse del consumo, laiche e, magari idiotamente, irreligiose.
Tra il Jesus del vaticano e il Jesus dei blue jeans, c’è stata una lotta.
Nel Vaticano, all’apparire di questo prodotto e dei suoi manifesti, si son levati alti lamenti.
Alti lamenti a cui seguiva per il solito l’azione.
Ma stavolta ai lamenti non è seguito niente.
La “longa manus” è rimasta inesplicabilmente inerte.
Tutto è tappezzato di manifesti rappresentanti sederi con la scritta” chi mi ama mi segua” e rivestiti per l’appunto dei blue-jeans Jesus.
Il Gesù del Vaticano ha perso.”
Pier Paolo Pasolini
….” Non fare il bene, questo significa peccare”
Pier Paolo Pasolini
…..” Ama e fa ciò che vuoi..”
S.Agostino
“….L’amore ha svariate forme e colori, l’importante è che sia amore”
…Ma non tutto è amore, il bene e il male di nuovo si affrontano, la guerra e la pace, poi?….
“….A Sarajevo la chiamano the snipers’ road, la strada dei cecchini.
La si deve percorrere per raggiungere l’ospedale, lo stesso dove vengono portate, il più delle volte inutilmente, le loro vittime.
L’ultimo arrivato è un bambino biondo, centrato in piena fronte da una pallottola. Il sangue non cola più, impregna i capelli, ormai coagulato e quasi congelato per il gran freddo. Stava giocando sulla neve, a meno di un chilometro dall’ospedale, risaliva un piccolo dosso trascinandosi dietro una tavola di legno e poi giù, strillando di allegria su quella slitta improvvisata.
Un colpo, e il bambino è morto.
In guerra si uccide, perché la guerra la si fa contro qualcuno. Contro il nemico, per quel che rappresenta o per quel che possiede, si usano i cannoni e si bombarda.
Ma quella del cecchino è una guerra strana. Il suo lavoro non produce centinaia di vittime, la sua arma è semplice, un fucile di precisione: un colpo, un morto.
C’è qualcosa, nella guerra del cecchino, che fa più orrore delle bombe.
Attraverso il binocolo del fucile, il bambino biondo lo si può vedere grande grande, come se fosse lì accanto. Lo si può veder giocare, fare smorfie nel rotolarsi sulla neve fresca.
Non lo sa, il nemico, di essere osservato, non sa che la sua fronte lentamente si muove fino a occupare il centro della croce del binocolo del cecchino.
E forse sorride, mentre viene premuto il grilletto.
In inglese, the snipe è la beccaccia. E il verbo to snipe significa “ sparare da una posizione nascosta”, proprio come si fa con le beccacce.
Ma come si fa a uccidere, se la beccaccia ti sta sorridendo?
Un cecchino di Sarajevo si lascia intervistare in una stanza quasi buia.
Mi sembra incredibile: è una donna. Una donna che spara a un bambino di sei anni? Perché?
“ Tra vent’anni ne avrebbe avuti ventisei”, è la risposta che l’interprete traduce.
Il freddo diventa più intenso, fa freddo dentro. L’intervista finisce lì, non c’è altra domanda possibile.”
Gino Strada
….I fanatismi religiosi poi, smuovono le masse, ma il vero unico male dell’uomo è il denaro…., “il mattino ha l’oro in bocca”……
“…Nel corso degli anni seguenti, Atene è stata afflitta dalla pestilenza e dalla guerra. Il declino ha avuto inizio, i filosofi sono scomparsi, scomparsi i bei fanciulli, scomparso L’Amore.
L’Amore,….. l’amore per tutto e per tutti, per la vita, la bellezza, la natura, le arti, la poesia, ma soprattutto l’amore come atto, talmente semplice, che con la nostra imperfezione lo abbiamo reso complesso, svuotandolo dell’essenza, l’essenza che unisce tutti se vogliamo e che ci fa esistere, rendendoci consapevoli ,di essere una sola, unica ed infinita anima”….
DISSOLVENZE ESISTENZIALI
Voce Fuori Campo: ( Ragazzo) : “Kronos non esiste, esiste solo una mutazione continua, dove nulla si crea e nulla si distrugge, l’infinito, ciò che è, ciò che siamo, e ciò che saremo, esiste già, se vogliamo, lo accettiamo, IL TUTTO, altrimenti lo neghiamo, IL NULLA”.
Agorà:
1° Ragazzo: Le hai sentite queste voci?
2° Ragazzo: si…mi è sembrato!…., sai, si dice che qui tanto tempo fa i filosofi insegnassero a dei ragazzi come noi, chi siamo…., cosa siamo…, da dove veniamo…., cos’è la vita e la morte!
1° R : …già, la morte…, vedi, rimangono in piedi solo le mura, noi scompariamo prima, anche se poi cadranno anch’esse come la città, il mondo, l’universo…, tutto ha un inizio e tutto una fine…! Il fantasma dell’entropia….
2° R: …si è vero, ma è anche vero che nulla si crea e nulla si distrugge…,
1°R: …sai vorrei tanto poter vivere come voglio Io, realizzare i miei sogni, amare chi voglio e stare con chi voglio….,
2°R:…ma non è normale!!!
1°R: ..Normale? quando la gente, che normale non è, e tenta di avere una vita normale, non funziona mai!
…..IO VADO….
2° R:…se vuoi puoi fermarti un po’, qui con me!
1° R: Io, adesso vado…
Voce Narrante fuori campo: “…Quel primo giorno che hanno fatto l’autostop insieme e viaggiando nella decappottabile lui ha immaginato di essere un tappeto volante, di fuggire via , da tutto e da tutti, di essere felice per sempre insieme. Era più vero di quanto avrebbe mai creduto.Ora si sente così lontano dalla persona che era allora: la prima volta che ha saltato la scuola, la prima volta che ha fumato, la prima volta che ha baciato, la prima volta che ha fatto sesso, la prima volta che ha sofferto per amore.
E se è diventato un'altra persona è per via del suo amico.
E’ un viaggio che hanno fatto insieme.
Ma adesso? Adesso hanno bisogni diversi, e anche paure diverse….”.
“ LA NATURA SOGNA CIO’ CHE E’, E CIO’ CHE POTREBBE ESSERE….”.
“…MIO DIO, E’ PIENO DI STELLE…”…
FINE.
PAOLO PIANORSI
METAFORA FINALE: L’UOMO SVANISCE COMUNQUE, MA RIMANE LA SUA VOLONTA’ INFINITA DI BELLEZZA PERFEZIONE E AMORE, NONOSTANTE TUTTO.
Lo spirito continua….., altre dimensioni altri spazi altro tempo….
La sovrapposizione delle ampiezze.