La fine
(Libera Carpino)
Arenarsi, abbandonarsi
fragili al sentimento
per poi essere gettati
come la brutta copia
di un qualcosa scritto
scoprirne casualmente
in un giorno di pioggia
l’indifferenza
nello sguardo di chi
un tempo, nel tempo
tuttora, ancora, per sempre si ama
nella luce che oscura
nell’oscurità che illumina
la cecità del cuore
che batte perseverante e diabolico
nella fantasia reale quanto la realtà
vissuta dal corpo e non dalla mente
nel vuoto si trastulla
nell’attesa che l’incomprensione
lo colmi di follia