L’esecuzione
(Miriam
Ballerini)
Prigioniero del mio errore,
scortato da uomini
colpevoli al pari mio.
Se ora m’uccidono
anche le loro mani si
macchieranno.
O chi i guanti indossa
non si sporca l’anima?
Meritavo l’immensità del
cielo
da bere a piccoli sorsi
dalle sbarre; in ore
di intimo pentimento.
Per anni ho aspettato
la fine, raccolto, come
foglia
già morta, appesa
a un ramo d’albero sterile.
Steso sul lettino
avvinghiato dalle cinghie,
il mio corpo dal terrore è
rattrappito.
Il veleno anche il tremito
paralizza;
ma dopo lunghi minuti
morrò,
consapevole d’essere reo
e mai assolto.
Il mio omicida la siringa
vuota getta via.
Lui: impunito.