Solo incubi e silenzi
(Carlo Salvadorini)
Ho sognato anche stanotte.
Solo incubi allucinanti.
E nessuna parola giunta
alle mie povere orecchie.
I silenzi sono ormai
una consuetudine
per la mia povera vita
abbandonata a sé stessa.
E nessuno comprende
quando sia triste
essere soli
in una guerra perduta.
Non puoi neooure lottare
contro chi non è niente.
Non puoi pinafere
perché sei un uomo.
Puoi solo tacere
esoffrire da solo
pensando ai momenti
più dolci e più belli.
Non supererò mai quei muri
esetti da forze supreme,
anche se la mia forza
sta nell'amore.
E non importa
se lo farò da solo.
Qualcuno mi è vicino
in questo momento.
Lo so ed è l'unica
cosa bella che ho.
Ma non ho altro
avendo perduto l'amore.
Che fare?Che dire?
Tacere soltanto in silenzio.
Un silenzio assordante
fatto solo di incubi.
Ma se un gioeno virrai
io ci sarò.Come sempre.
Vivino e forse un pò afono,
ma sempre vicino.
E non importa neppure
il giudizio su quello che penso.
Non è quello il mio mondo:
appartiene ad altre persone.
Il mio mondo è solo per Lei
e per loro, dolcissime.
E se lei non capirà
continuerà il mio silenzio.
Ma voi che mi capite
e con cui ho parlato
sprecate due righe soltanto
per farmi capire.
Si può perdonare uno sbaglio?
Si può ritornare a capire?
Non so e questo mi rende
terribilmente triste.
Non cercava rime baciate.
Non ho tempo per questo.
Solo il lavoro e la vita
devono i fluire in me.
Ed anche da solo
continuerà la mia guerra,
senza morti né feriti,
ma solo ideali distrutti.