La morte dell’amore
(Gabriele Galato)
Un viaggio
Nel languido mondo ambrato d’una bottiglia di rhum
scrutando nel sacro silenzio d’una sorsata
fragili cirri azzurri
inconsistenti
ascolto l’eco vibrante
delle tue ultime parole
le immagini consumate
e lacerate
d’una vasca da bagno
coperta di petali rossi
l’urlo d’un dio agonizzante
una freccia spezzata
la cenere azzurra sui tuoi capelli
inconsistenti
bagnati d’indifferenza
Il bicchiere mezzo vuoto
Ho ancora qualcosa da dire
Ma la tengo per me
Non vi dirò
Oh purissimi occhi
Azzurri ed inconsistenti
Bagnati di povertà
Ma mai umili
Non confesserò
Le lacrime di sangue
La fragilità dell’uomo
Il profumo dell’etere
Non a voi,
oh fragili occhi.
Lo sussurrerò di nascosto
Al mio mare languido
e ambrato
alle rumorose risacche della pietà
laggiù,
tra la confusione e la trasparenza del vetro d’una bottiglia.
Poi riempirò di nuovo il bicchiere
e ingoierò la mia croce.