La Lingvo Internacia.
Quando l’oftalmologo polacco L.L.Zamenhof diede alle stampe la sua Lingvo Internacia de Doktoro Esperanto (“Lingua internazionale del Dottore che spera”), in molti guardarono con sarcasmo e con scetticismo all’ennesimo tentativo del pazzoide di turno di inventare la lingua del mondo. In effetti l’idea di una lingua pianificata sovranazionale non era nuova: in molti ci avevano provato prima di Zamenhof, da Leibnitz nel XVII secolo con la Lingua Filosofica, al Solresol creato da J.F.Sudre nel 1817; molti altri ci provarono dopo, dal Latino sine flexione di G.Peano nel 1903, al Novial di Otto Jespersen nel 1928, fino al Basic English, versione semplificata dell'Inglese creata da C.K.Ogden nel 1930. E non va dimenticato che quando uscì l’Esperanto, nel 1887, i linguisti erano alle prese con la recente ipotesi dell’Indoeuropeo, lingua ancestrale progenitrice della maggior parte delle famiglie linguistiche oggi conosciute, dal Latino, al Greco, passando per il Gotico e lo Slavo antico, fino al Sanscrito ed al Tocario.
Sono passati esattamente 120 anni da allora, e l’Esperanto è tutt’oggi la lingua pianificata più diffusa. Merito senz’altro dell’intuizione che sottende la sua creazione: il mondo, pensava Zamenhof, non ha bisogno di una lingua artificiale che soppianti tutte le altre lingue etniche, bensì di una lingua pianificata che possa essere usata nella comunicazione tra popoli diversi, che tutti possano imparare facilmente come seconda lingua e che, soprattutto, renda tutti i parlanti uguali, senza avvantaggiare l’uno rispetto all’altro, come invece accade quando si usa una lingua etnica (per esempio l’inglese o il francese) in contesti internazionali. Una lingua siffatta, inoltre, non deve essere imposta ai parlanti con la forza, bensì dev’essere utilizzata da una comunità che condivida le idee che la ispirano (i samideanoj, coloro che condividono la stessa idea) e che così contribuisca al suo sviluppo ed alla sua crescita.
Nato da un ideale di pace, collaborazione e intercomprensione tra gli uomini, l’Esperanto ormai viene usato quotidianamente in forma sia parlata che scritta da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, e numerose sono le pubblicazioni originali e le traduzioni delle maggiori opere della letteratura mondiale.
Agli esperantisti di tutto il mondo, ai samideani che navigano nel web, agli addetti ai lavori ed ai semplici curiosi, il Babylon Café vuole offrire il proprio spazio in rete per pubblicare e far conoscere le loro opere in lingua Esperanto. Un piccolo contributo per un grande progetto. Vi aspettiamo!