Ecopoetry, un nuovo bisogno di poesia.
La continua e sovrabbondante tempesta mediatica di notizie ha abituato la nostra mente a separare le parole e le immagini dalle emozioni. Questo quotidiano assalto di informazioni ci ha reso insensibili. Assuefazione e indifferenza hanno progressivamente saturato le menti dei miliardi di uomini divenuti passivi spettatori di rappresentazioni virtuali che poco a poco si sono confuse con i fatti reali. Ciò ha creato uno squilibrio schizoide fra il pensiero razionale, che cerca di dare una interpretazione agli avvenimenti e l’enorme quantità di emozioni che su tali eventi vengono represse. Ed ha generato, specie nei giovani, una abulia nei confronti di ideali e di valori, che li ha privati dell’entusiasmo necessario ad affrontare i problemi del nostro tempo.
La Poesia, con la potenza delle sue suggestioni, riconquista il suo ruolo di comunicatrice di emozioni e riesce a scuotere le menti intorpidite e a risvegliare le coscienze predisponendole all’ascolto dei problemi dei nostri giorni. Ma occorre un tipo di poesia che superi il pregiudizio del pensiero bipolare del XX secolo che fissava una netta separazione fra ragione e creazione artistica. Un tipo di poesia che, secondo il poeta canadese Di Brandt, si serva invece del "reparative thinking", cioè che coinvolga contemporaneamente razionalità e sentimenti. Una tale poesia sarà in grado di generare un’espressione artistica multidimensionale, vicina alla sensibilità degli uomini di oggi e perciò capace di renderli recettivi ai valori di questo nuovo secolo. Fra questi sicuramente emerge la salvaguardia di quello che resta dell’ambiente naturale, inclusi i diritti di tutti gli esseri viventi.
L’Ecologia si impone come valore ineluttabile. Il nostro destino risulta interconnesso con quello del mondo biologico e della Terra stessa. Vedere la Terra e il nostro Tempo dal di fuori, come spettatori extraterrestri. Questa nuova visione prospettica, suggerita dalle nuove conoscenze in campo astronomico e dalle affascinanti immagini che ci provengono dallo spazio, ci rende coscienti delle nostre responsabilità nei confronti di questa fragile boccia celeste che ospita, ormai in condizioni critiche, noi e tutte le altre specie.
Gli ecologisti sanno descrivere con dati precisi e con analisi dettagliate le attuali precarie situazioni ambientali, sanno cioè farci comprendere i problemi, sanno forse anche suggerirci le soluzioni di questi problemi, ma non è detto che riescano a farci agire per risolverli.
Le scienze ambientali non riusciranno, da sole, a spingere gli uomini a proteggere la natura. Proteggeremo la natura se avremo imparato ad amarla, se avremo re-imparato a sentire le emozioni che essa può suscitare. Ed è proprio questo che la Poesia sa fare.
Si possono pubblicare dettagliatissimi e allarmanti dati sulla deforestazione oppure scrivere versi come questi:
Stridono, vibrando, i denti della lama d'acciaio,
e sbranano, ingordi, il tronco bagnato
del maestoso, solenne ed altissimo Faggio.
Poi, s’abbatte di schianto,
con immenso boato,
facendo tremare la terra
nella grande foresta atterrita
e sgomenta
per l’ultimo
oltraggio.Muto, il fusto appena troncato,
piange limpide perle di linfa
e mostra, nella ferita…..
(M. Ivana Trevisani Bach)
Il linguaggio poetico, inaspettato e nuovo, si contrappone alla consuetudine del linguaggio asettico e stereotipato dell’informazione. E, forse, ottiene più efficaci risposte.
Certi versi non si possono dimenticare. Perché? Perché la poesia sa creare emozioni. Tocca corde segrete o dimenticate. Stupisce con associazioni di suoni o di immagini inattese. Ci fa meditare con una metafora. Coglie l’essenza nascosta delle cose o delle nostre esperienze.
Questa
nuovo bisogno di poesia è stato colto in diverse parti del mondo. Sono nati così
nuovi movimenti poetici che associano la Poesia alle attuali istanze etiche come
Art and Peace, Eco Art, ed in particolare Ecopoetry di cui mi
occupo in questo articolo.
Ma che cos’è l’ Ecopetry? E’ un movimento poetico, sempre più esteso, che si è sviluppato soprattutto nel mondo di cultura anglosassone. La comunanza della lingua, la maggiore sensibilità per le problematiche ambientali, ha fatto sì che questo movimento culturale si estendesse a macchia d’olio, in breve tempo, dagli Stati Uniti, all’India, dall’Australia al Canada. Ed è proprio in Canada, alla Brandon University, che è nata una cattedra di ricerca su "Post-modern Ecopoetry and Poetry".
Esistono inoltre riviste letterarie sul tema; la più nota e diffusa è Ecopoetics curata da Jonathan Skinner.
Fondamentale è il testo di critica letteraria:
"Ecopoetry
– A critical Introduction" di Scott Bryson
"Ecopoetry – dice Richard Beban – è quella poesia che prova a metterci nel nostro posto vero, e cioè in una piccola parte della creazione"
Quindi il poeta non è l’osservatore esterno della poesia bucolica classica, non è l’ammiratore della Natura dell’Arcadia, ma è colui che si immerge in essa e ne coglie, oltre che la bellezza, anche i problemi che la sconvolgono. La natura non come luogo da visitare, ma come nostra casa. E, in quanto tale, luogo da amare e proteggere.
L’Ecopoesia non è quindi la poesia
celebrativa, enfatica, che il poeta declama dal piedistallo, ma è la poesia
empatica di chi si sente interconnesso con la creazione e ne riporta emozioni
dal di dentro.
Attraverso la poesia l’animale torturato, l’albero secolare sradicato, parlano
direttamente; comunicano il loro dolore. Attraverso la poesia, la
bellezza di un paesaggio incontaminato riesce ad immergerci totalmente nella
pace dell’unità della creazione.
Dalla prospettiva antropocentrica a quella biocentrica.
Questa è la peculiarità, il nucleo
fondamentale che caratterizza la nuova poesia della natura, ma non è la sola.
Perché esiste
anche una sua specificità nella forma espressiva. La sua forma poetica si
inserisce perfettamente nella realtà odierna contraddistinta dalle nuove
tecnologie, dalla globalizzazione e dall’interculturalità. E’ una poesia che si
libera dalle chiuse culture letterarie erudite, dalle vecchie mode sibilline
delle avanguardie e dalle tradizioni poetiche locali e che, volutamente,
utilizza una comunicazione poetica semplice e chiara, comprensibile a tutte le
culture
Questa nuova poesia sarà quindi globale perché vive in un tempo in cui, per effetto delle nuove tecnologie, tutti i pensieri, tutte le emozioni e tutta la creatività del mondo vengono universalmente e contemporaneamente a contatto.
Qual è oggi la diffusione dell’Ecopoetry? Per averne un’idea basta usare un motore di ricerca e digitare : "Ecopoetry". Compariranno migliaia e migliaia di riferimenti. Ma se proviamo a fare la ricerca usando solo la lingua italiana troveremo solo 7 links. E tutti collegabili al mio Manifesto
1* sull’Ecopoesia, o al mio libro "Ecopoesie nello Spazio – Tempo" !! 2 *
Ivana Trevisani Bach
1*) Queste idee sono enunciate in un Manifesto aperto all’adesione di quanti ritengono di condividerle. http://www.ecopoems.altervista.org/manifesto.htm
2*) "Ecopoesie nello Spazio – Tempo" di M. Ivana Trevisani Bach, Serarcangeli Editore, Roma