Eclissi

(Emanuele Cerullo)

 

 

Quella sera c'era un Plenilunio inevitabile, il bordo bianco dell'atmosfera lunare era molto ampio, il cielo affollato di stelle. Rimase a guardare la Luna, seduto su uno dei marciapiedi, mani intrecciate, gomiti appoggiati sulle cosce, ascoltava silenzioso il cantare insistente dei grilli, immaginando che, prima o poi, non sarebbe riuscito a sopportare neanche quei suoni troppo ripetitivi. C'era un'ombra vicino a lui, che invece di fargli compagnia nel contemplare il cielo guardava l'asfalto nero come pece.
- Perché guardi a terra? Meglio mirare in alto...
l'ombra ascoltò, sospirò e poi gli rispose
- Sei a terra. Quello che guardi non fa parte del tuo mondo, per ora...
- Non è vero.
- Anche quella Luna che ti suggerisce tanti desideri, si sta eclissando...
- E' solo la Luna che si eclissa...
- Se i tuoi sogni si eclissano, allora anche tu ti eclisserai...
- Non sai nemmeno cos'è un eclissi...
- Si manifesta quando una cosa si posiziona davanti ad un'altra che emette molto ardore o molta luce, impedendogli quindi di emettere la luce che ha sempre emesso...
- Non si posizionerà nulla davanti alla Luna...
- Se così fosse, non sarei qui,
Tolse lo sguardo dall'asfalto, e lo rivolse a lui che, in tutta certezza, rispose
- Lo so chi sei... sei l'altra parte di me stesso...
- Nessuno te l'accerta
- Me lo accerta la tua presenza, che avevo percepito prima che tu poggiassi lo sguardo su questo asfalto...
- Se io sono l'altra parte di te stesso, tu allora chi sei?
- Io sono io. So bene chi sono. Conosco la mia identità, so quello che ho fatto e quello che mi è sfuggito...
- Delusioni, illusioni, sconfitte, dolori...
- Non mi hanno provocato nulla...
- Se fosse così non sarei mai nato.
- Tu non esisti nemmeno.
- Con chi parli allora? Da solo?
- No. Parlo con la Tristezza...
- Se fai così mi nutri di più. Hai L'Universo sopra di te, come fa a renderti triste?
- Perché ci sei tu.
Si alzò dal marciapiede e, a passi lenti, abbandonò il posto. L'altro, invece, cominciò a fissare la Luna che pian piano veniva consumata da un Nero che la copriva. Le Stelle si spegnevano una alla volta, molto lentamente; le galassie tendevano ad affievolire. Tolse lo sguardo dalla Luna: attorno a lui non c'era più Nessuno. Nemmeno chi lo aveva creato.