L’AMORE ETERNO

(Riccardo D'Uggento)

 

Un giorno avrebbe detto che vivere, in fondo, è facile.

Quel giorno poteva essere ieri.

Ieri, ormai, nella sua mente era solo un ricordo svanito nelle nuvole del cielo.

In questi momenti Lui capiva la realtà, capiva che la vita di un uomo era strettamente legata alla vita di una donna, e che senza questa ogni cosa perdeva il suo piccolo senso.

Era depresso, triste, si sentiva inutile ed insignificante.

Questo cambiamento era avvenuto nell’arco di poche ore, dove Lei, la sua donna, aveva preso un treno, e Lui, ormai solo, piangeva e parlava con i suoi ricordi.

I ricordi. Sono quei fili su cui pende la vita di un uomo.

Ricordava quel dolce sorriso ogni volta in modo diverso, come se in quell’istante vedeva le mille facce di un’unica bellezza.

Ricordava le carezze, le risate, i pomeriggi passati sul letto a parlare, parlare, parlare.

Ieri sì che le parole avevano un senso, un peso.

Ieri le parole servivano per comunicare un’incredibile sensazione di leggerezza, di felicità, di totale equilibrio tra Lui e ciò che gli era intorno, perché al centro del suo mondo c’era sempre Lei.

Adesso a Lui non importava più niente.

Il lavoro, gli amici, il successo non erano altro che tasselli che completavano il nulla.

La vita iniziava già a farsi più pesante, e l’aria che respirava sapeva di un odore talmente schifoso che gli veniva da vomitare ad ogni respiro.

Per questo cercava di trattenere il respiro il maggior tempo possibile. Perché così cercava di contenere in sé qualche pezzo del passato che, inevitabilmente, sfuggiva.

Ora Lui credeva in Dio, o almeno si illudeva credendo in qualcosa di nuovo, per cercare di rivivere determinate sensazioni di sicurezza che da qualche tempo non sentiva più.

Era passato un giorno e la sua vita era già cambiata.

Il destino è capace di stravolgere la vita di un uomo in piccoli gesti, in piccole parole, come un semplice “Ti amo” o un semplice “Addio”.

Osservava le stelle come quando stava seduto su di una collina abbracciato a Lei mentre tentavano di contarle una per una.

Adesso le stelle sembravano molte di più, come se in ogni angolo del cielo c’era una piccola luce per ogni sua speranza, paura, insicurezza, sensazione, dolore, fantasia, immaginazione.

Fu lì che Lui decise di provare a volare, di provare l’ebbrezza del vento contro tutto il corpo ed essere finalmente libero.

Il suo volo sembrava non finire mai.

Le stelle gli illuminavano la strada e Lui, finalmente, osservava il mondo in un modo completamente diverso, più distaccato e quasi indifferente.

Quando poi vide Lei, seduta su di una collina mentre dolcemente piangeva nella notte.

Si abbracciarono e si baciarono come avevano fatto fino a ieri.

Contarono di nuovo le stelle e, questa volta, sembravano più vicine, più intense, più vere.

Poi Lei, più bella di sempre, disse “ti amo”.

Lui rispose dicendo “Anche io”. Poi le prese la mano e con le loro lunghe ali iniziarono a volare.