Dolcissima la donna angelo

(Carlo Salvadorini)

 

Hanno un senso le parole? Se lo hanno sono folle per te, mia dolcissima maestrina. Perché sei la bellezza allo stato puro, perché sei l'amore pulito, perché sei l'innocenza in un adulto, perché...perché...perché sai amare come nessun altra che ho conosciuto nella mia vita. In quella precedente e dimenticata, però.

Ora che dovrei dire di più di quanto tu abbia detto in una dichiarazione d'amore.

Niente. Perché niente sarebbe possibile aggiungere.

Ma so che quando ci vedremo non avremo il tempo di dirci neppure una parola, che risulterebbe comunque banale.

Cerebrali come siamo non ne abbiamo bisogno. E tu, che scrivi poemi inneggianti all'amore ma vuoi essere anche nella vita reale, proveresti la stessa mia emozione.

Per questo vorrei regalarmi un giorno di vacanza, dopo anni: un giorno con te.

Un giorno per dirsi le mille cose che dobbiamo dirci e che non ci siamo ancora detti, a carezzarci le mani in un intima sfera di felicità, a fare quello che ogni uomo e ogni donna vuol fare.

Amare. Amarci e farlo per sempre, magari in quella città che tu detesti...ma saremmo felici ugualmente e potremo comunque venire sempre al mio mare.

Troppi silenzi hanno pervaso la mia vita e troppe lacerazioni mi hanno distorto da quella parola che è il sentimento. Ma non voglio sbagliare più.

Ora ci sei tu, dolce amore mio.

E ci sei sempre, ogni ora del giorno e della notte: mi sei entrata nel DNA e difficilmente potrai uscirne.

Anche ieri eri con me e mi hai dato una forza che non conosceva da tempo.

Sai, dolce amore, mi davano per uomo senza midollo, io, che avevo provato tutte le amarezze della vita senza volerlo.

Mi dicevano che avevo sempre cercato un alibi. Ma quale alibi? E per cosa. Mi dicevano che tutte le cose della mia vita erano sbagliate. Vedremo.

Ora tu sei riuscita in pochi giorni a ridarmi la forza, ma una forza che non mi conoscevo da secoli, forse perché non stimolato, forse perché non punzecchiato al punto giusto. Ed ero un fantasma di fronte alle avversità. Ma andavo avanti.

Ma mi tarpavano le ali perché c'era sempre un problema e mai nessuno che mi aiutasse a risolverlo.

Sai, sono convinto che la parola alibi sia stata in definitiva usata a suprema arte per sminuirmi. Ma non ce l'hanno fatta. Non mi hanno distrutto e massacrato, perché quando provavo qualcosa di diverso io pensavo a... quelle che sai... ed io, io sì mi sono umiliato anche a far pulizie per 12 ore nei torridi giorni d'agosto. Io ho provato ogni cosa possibile. E ora che ci sei ho di nuovo la forza di vivere, che mi era svanita.

Un fiore che appassisce
è un brutto fiore.
Un amore che muore
è un brutto amore.
Se la vita e l'amore svaniscono
significa morire.
Lo stelo si contrae
attorcigliandosi
e la vita finisce.
Il mio fiore è una rosa
una rosa rossa
e spero che non dirai
che i fiori appassiscono.
Solo quelli fasulli o di cartapesta
o quelli che si mettono nei libri
finiscono male.
Il mio fiore è una rosa rossa
e tu sei il mio fiore
che sta sbocciando
ogni giorno di più.
Quella rosa io ti dedico
mentre guardo che l'alba
ha dissipato le nebbie.
Le nebbie di mattinate prima oscure
ed ora bellissime anche se piove
perché ci sei tu.
Sei la mia rosa rossa
e la mia orchidea di passione
e di voluttà.
Sei il primo pensiero
che mi viene in mente al mattino.
Sei l'ultimo quando sto per dormire.
Ma non resisto.
Ho bisogno di te.
Ti voglio come l'aria
ti voglio come il desiderio
ti voglio perché sei tu.
E ti dono questa rosa rossa
aspettando che tu me la riporti.

Hai avuto parole importanti per me. AMORE. Questo solo dobbiamo fare: farci l'amore e non è un errore di scrittura. Farci l'amore perché siamo uguali e ci meritiamo, noi due, anche soli. Anche a mangiare un panino. Anche a bere un bicchiere d'acqua e senza macchina. Ma solo noi lo possiamo fare, possiamo amarci così teneramente, dolcemente, disperatamente e per sempre.

Ed ora io ti vorrei, maledizione, ti vorrei subito.

Non farmi aspettare: sei la mia linfa vitale. E ti aspetterò su quello scoglio che tanti hanno citato ma che nessuno sa dove sia.

Ti amo e conto le ore che mi separano da te, anzi i minuti. Non ce la farei altrimenti.

E che la vita sia con te, anche per prendere quelle decisioni che io ho già preso. Fallo...e sarò lì da te. Fallo...e ti amerò. Fallo ....e ti bacerò come nessuno sa fare al mondo e perché noi siamo belli. Belli, sì, per questa nostra umiltà anche nell'amarci e nel non interporre alcun oggetto tra di noi e nessun alibi cautelativo e scusante.

E adesso...buona giornata amore mio.

E grazie per esser comparsa all'improvviso: era destino, perché, sai, non è vero che il destino ce lo facciamo con le proprie mani , ma a volte ti piomba lì all'improvviso. Ora ci ha riservato la cosa più bella del mondo: l'amore. Non lasciamolo sfuggire.

Amiamoci, anche su di una panchina, ma amiamoci ed alla svelta perché non ce la faccio proprio più. E' chiedere troppo dalla vita?