Dellamore, dellamorte
(Francesca Costante)
Dell’amore
io dico che un giorno
tornerò
per mostrare
quello che c’è dentro.
Perché i suoi frutti
ho barattato con
il sangue che perdeste.
Io vi osservo,
ma non sono che una
lente puntata sul cuore
delle cose io:
mi esibite i vostri sogni
forti come le statue
e questo mi rattrista…
Ma io andrò,
e dove mi coglieranno
ci sarà il fuoco
dei serpenti.
Ma voi verrete,
e quando il mio sonno sarà
di stella
questo vi ammalerà.
Nel dolce andare
il tempo
sia beato
perché
vado ad annegare.
Della morte
io dico
che un giorno
tornerò
a renderle
quello che ha perduto.
Perché i suoi iridi
ho venduto per un cristallo
che li frantumasse.
C’è poca voce
intorno, più non vi sento:
mi urlate la vostra tregua
addosso come
uno scudo…
Ma quando sarà,
m’avrete ferito a morte.
Ed io morrò,
e questo non mi nuoce.
Addormirmi io vorrei
senza che nessuno sappia,
prima che il vento porti
qui e lì il mio corpo rosa
come una banderuola.
Senza che nessuno veda…
Io vorrei
la mia nudità: il cigolìo delle articolazioni il mio cranio
le unghie accorciate
come le gonne.
Addormirmi io vorrei
nelle dolci cose della
vita
e la morte sia infinita.
Senza che nessuno senta
il grigio rumore
dellamore,
dellamorte.