UN ALTRO GIORNO

(Andrea De Scudery)


La mattina era stata di un color medicinale scaduto.
che tipo di colore ha un medicinale scaduto?
Sembra l'azzurro delle camicie della polizia municipale.
il cielo era chiuso, inutile guardare in alto... closed... niente cielo si lavora.
I rami degli alberi si allungavano verso il cielo come lunghe dita disidratate e questa immagine  faceva pensare alla vecchiaia . Cosa poteva fare? Era tardi ormai.
Accendeva play sul lettore e le note di Search and Destroy degli Stooges invadevano la sua testa.
Con le cuffie arrivava in cucina dove, tra gli avanzi dei tacos e del tomato piccante, cercava i corn flakes. Quello era casino e non era nemmeno bello,ma non poteva mettersi ad ordinare perchè doveva ancora preparare la colazione per il suo amoruccio.
Eppure era già tardiquindi anche se avesse voluto che Lei trovasse un ambiene ordinato non aveva abbastanza tempo.  Entrava un po' di fresco... l'aria era fresca.Pensava a queste cosette,  la sua pelle era leggermente sensibile agli spifferi che gli sbuffavano addosso come a spiegarlgli che l'aria puliva la sua pelle.Pensò in maniera sconnessa  che  così come  il vento pulisce la sua pelle    da lì a poche ore gli aspirapolvere del condominio avrebbero fatto coi tappeti.Siccome lui era pulito dal vento e non da una aspirapolvere, si  sentì bello  e di valore .
 Era impossibile, anche volendolo, continuare a dormire perchè le  scorte di sangue fresco stavano terminando e questo pensiero lo preoccupava ."stringilo quel laccio emostatico" disse a voce alta a sè stesso come se stesse impartendosi  un ordine .
Era sicuramente tardi ma la notte era ancora giovane e lui aveva una gran fame.Ma  appena pronta la colazione per lui e per lei sarebbe uscito.La siringa era piena: si era aspirato il sangue per la colazione del suo amore e ora con esso avrebbe riempito la tazza della sua colazione . "Quando togli l'ago rimetti il cappuccetto e mettitelo un cerottino" ripeteva meccanicamente  come se ricordasse gli insegnamenti eterni di una madre... "Mettilo un cerottino che poi fuori ti confondono per un tossico agli occhi della gente " Era la voce della sua coscienza popichè, ne era certo:  sua madre non sarebbe mai arrivata a dirgli cose come "rimetti il cappuccio della siringa".Riempire la tazza era anche carino; il suo sangue era fluido e bellissimo e a lei avrebbe fatto piacere ricevere la colazione in camera. "Pigia sullo stantuffo fino in fondo. ah ha stantuffo che nome buffo... stantuffo... sbuffo... buffo..."Sorrise, tuttosommato era di buon umore.
Ecco la tazza di sangue quotidiano e due fiorellini... decisamente un vero servetto. Le portava perfino la colazione in anticamera, non poteva entrare nella sua stanza. Capisci? Era il codice d'amore ... Di fatto non si considerava  un servetto, lo aveva pensato e dato le circostanze era abbastanza adeguato. Se proprio avesse dovuto considerarsi un  servo si  sarebbe ammesso servo d'amore.Le scrisse un biglietto... "Io vado a caccia ... non farò tardi... buon risveglio"
Usciva e, dopo poco, il rintocco delle ventiquattro avrebbe segnato   il risveglio per lei ed una nuova notte di caccia per lui.