IL TRENO DELLA VITA 

(Barbara Crimi)

                  

Come ogni mattina

attendo su questa banchina

il treno dei miei desideri,

ma anche oggi come ieri

è giunto quel treno ordinario

che viaggia sul solo binario

dell’aspra realtà intorno

senza possibilità di ritorno.

Vorrei lasciarlo passare,

vorrei ancora aspettare

che giunga il mio treno,

quello verso l’arcobaleno.

Ma la calca è pressante,

non posso fermarmi all’istante,

né mi sarebbe concesso

dal crudo mondo di adesso.

 

Così col magone

m’addentro in questo vagone

tra sguardi raccapriccianti

e altri più rassicuranti,

si chiudono le porte per davvero

e inizia il viaggio giornaliero.

Quanti volti lungo il tragitto:

lì siede quell’uomo afflitto

travolto dal rimorso

per aver sbagliato percorso;

là una ragazza sognatrice

pensa al suo amore ed è felice;

lì una mamma pensosa

abbraccia la figlia affettuosa

e un papà protettivo

scruta intorno con sguardo vivo;

là una signora anziana

pensa alla famiglia lontana

e lì un timido vecchietto

osserva invidioso un giovinetto…

 

Gente che parla, gente che tace,

gente che ride o che si dispiace,

salgono e scendono nuove persone

ad ogni arrivo ad una stazione.

Ognuno attende la propria fermata,

la meta che si è prefissata

o una tappa purtroppo imposta,

oppure una semplice sosta.

Non tutti raggiungono il loro scopo,

altri viaggiano per poco

poiché il capolinea è sempre lo stesso

ma ognuno ha un suo punto d’accesso

e varie tappe lungo il tragitto,

non c’è un percorso diritto.

 

 

Ogni giorno le vecchie fermate

s’aggiungono alle nuove create,

ogni giorno corre quel treno

di vite sempre assai pieno:

ogni istante è sempre in partenza

quel treno dell’esistenza,

ogni istante è definitivo

per chi giunge all’arrivo.

 

Oggi io viaggio di nuovo,

non so più in là cosa trovo,

chiudo i miei sogni in uno zainetto

e via…dove il treno è diretto?