Cosa te lo dico a fare?
(Gabriele Via)
Cosa te lo dico a fare?
Prima che l'uovo
si raggiungesse
nell'uovo,
che ora tutti
conoscono,
non era uovo, né
gallina - quell’uovo;
né alcuno dei
presenti, per celia,
mai una volta gli
seppe dire:
"ragazzo mio: vedo
in te l'uovo che sarai".
Prima che l'uomo
fosso uovo
c'erano tali
albuminose nubi
e scaffali d'angeli
in disordine
e una febbre
polverosa di cose
non dette e nessun nome per
la confusione.
Ma a un certo punto
tutto 'sto caos
cessò per sempre.
Anzi: ad un certo punto,
senza precedenti di
discontinuità,
ecco trovare un
punto d'appoggio
per il prima e il dopo; per
il sopra
e per il sotto.
Perché di una cosa
respirasse la distinzione dall'altra.
Tutto a partire dall'uovo:
poiché l'uovo fu,
ecco che cielo e terra
furono distinti;
ci si mise di mezzo
l'ovvietà dell'uovo.
E così pure il prima dal dopo,
ancora oggi, è diviso dall'uovo.
Tanto che si usa rivolgere
l'indovinello ai fanciulli:
è nato prima l'uovo o la gallina?
Tutto il mondo posa
sull'uovo: è ovvio.
e quest'ovvio uovo
non è visibile a tutti,
siccome tutti sono
presi
dagli estremismi celesti e
terrestri...
Ma, chiaro come il sole,
chi cammina nel
mezzo
cammina sulle uova,
e lo sa.
Cosa te lo dico a fare?
Poi c’è la fabbrica
delle parole
che ci convince ai sapori
ma non sempre ci libera.
Alle volte non basta il
cuore
per resistere alla
sera
e spaventa il
respiro
un adagiarsi
possibile
sul filo dell'acqua
a galleggiare
tra la dignità di
tutte le cose
semplici
e così il tuo verso
nel timore di
perdere
ritrovare.
Tornare come senza guscio,
l’uovo che respira
il suo ponderoso riposare.
E dove si fabbricano le
parole
rimane un mistero
generale.
Le parole sono come la cioccolata
che nasce nelle officine
del cuore d'Europa…
…Ma il cacao cresce in un altro mondo.
Cosa te lo dico a fare?
Il segreto della meraviglia
e nel riposare, appena in tempo
e come il cuore la propria parte
saperla fare