Città di vetro (Fotogrammi della)

(Claudio Esposito) 

 

Ero solo in città

Ero solo nel conto del tempo

Ero tutti nei visi inclinati di corsa

In avanti.

Opaco il mio volto

Si rifletteva

Nelle case negozi ospedali

E monumenti automobili banche

Di vetro.

Mille riflessi lampeggiavano

Sui vetri trapassati dal sole.

Tutto trasparente :

Palazzi cortili prospettive facce.

E anime.

Li vedevo

Nei loro uffici di vetro

Seduti a scrivanie di murano

Abbracciati nei letti di vetro

Ansimanti nel fare l’amore

Tra gli specchi.

Li vedevo

Nelle vitree macchine sfreccianti

Su ponti di cristallo

E poi ben ordinati composti sereni

Nelle fini bare

Di vetro fumè.

Seduto sulla terrazza di un ristorante di vetro

Mi specchiavo nel tavolino distratto

Sbirciando le gambe della cameriera

Attraverso la gonna di vetro.

Allora proprio allora l’ho vista arrivare

Fermarsi sedersi baciarmi baciarla

E poi distaccarsi di colpo e “No!”

Frustarmi d’un fiato

“Non possiamo!”.

Ancora ho nelle orecchie

Fragore di vetri spezzati

Cristalli boati

Urlanti in mille frammenti

Schizzati al cielo

Nel crollo totale

Della città di vetro.

E adesso son solo in quest’altra città

Di nuovo solo nel conto del tempo

Di nuovo tutti nei visi inclinati di corsa

In avanti