La chiave di casa

(Luca Nistler)

 

C’era una volta un bambino di sette anni che viveva in un piccolo paese in collina. Si chiamava Elia, era un bambino strano; la mattina si svegliava presto e, dopo un’abbondante colazione preparata con cura da suo papà, correva a scuola giù per quella stradina posta tra il campo di ulivi e la distesa di grano. Era molto attivo Elia, anche se un pò introverso. Contento di rimanere a scuola fino al tardo pomeriggio, al ritorno contava i suoi passi o inventava cose che non c’erano mentre intravedeva casa sua all’orizzonte. Le tende di diverse tinte che filtravano la fievole luce delle stanze, ai suoi occhi prendevano le sembianze di piccole lanterne.  A volte, quando non c’era vento, il camino soffiava un lento alito nero che si addensava poco più in alto in una grande forma sferica. Elia vedendolo si immaginava una mongolfiera notturna. Un giorno Elia, come rapito da una fulminea distrazione, perse le chiavi di casa . Senza dire niente ai suoi genitori, iniziò a cercarle ovunque, in ogni angolo della casa, sotto le coperte, nella lavatrice, tra la schiuma delle stoviglie, nell’armadio affianco allo scheletro, sull’ombra delle parole dei romanzi di papà, tra le righe delle poesie scritte dalla mamma, dentro la cornetta del telefono, tra i cornetti sul tavolo della colazione, tra le pieghe della pelle nei visi sorridenti, sui vetri delle finestre consumati dagli sguardi, ma non era facile trovarle. Ogni sera, dopo la scuola, tornava a casa e correva di camera in camera, le finestre della casa si accendevano a intermittenza come se nella lanterna invece della candela ci fosse una palla a specchi, Elia spegneva la stanza dove entrava, e dopo essere uscito la riaccendeva; contemporaneamente oscurava la stanza nella quale stava per mettere piede. Le stanze si spegnevano al suo ingresso e quando usciva rifiorivano di luce. Dopo pochi giorni sua mamma notò questo atteggiamento invertito del suo bambino, e con due lampadine fulminate al posto degli occhi gli chiese irosa:

“Elia! Che scherzi sono questi? Entri e spegni la luce?”

“Non è uno scherzo, ho perso una cosa…”

“E cosa hai perso?? E cerchi con la luce spenta??

“Non riesco a trovarla...”

“Certo che no, se non accendi l’interruttore?!”

“Non c’è bisogno della luce, sto cercando la chiave della parte buia della nostra casa.”