Cera e nebbia

(Francesco Luca Santo)

 

Mi mostrò il viso sulla roccia

frugò tra i miei pensieri

e gelò lo stillato mondo che ci scorreva

Sulle grate ancora fredde e vergini

ripose il suo greve corpo

Solo una ciocca riccia e scura

s’intravide dal manto umido

della sera uggiosa che la copriva

Ecco questo è il segreto che cercavi!

Da quassù il mondo è piccolo

è nostro

è tuo!

Queste furono le uniche parole che compresi

dal suo balbettio stolto e debole

poi il silenzio ripiombò sulle nostre vite

e la nebbia ci allontanò agli occhi

portandoci via

 in un altro cerchio nascosto

Sentii per un attimo il suo respiro

poi non vidi più nulla

ma sulla roccia un volto di cera calda

 aveva preso vita

Sulla roccia

 un urlo soffocato tuonava senza eco

Sulla roccia

 gli occhi del domani si erano smarriti via

tra i miscugli del tempo

che ingannò le nostre anime

mentre roccia il pensiero ci lasciò!