(Fabiano Braccini)
di grilli il canto, orme di lepri.
Le stelle lontane e un’algida falce di luna
nel silenzio mi orienteranno.
Sarò da te prima che nasca il sole,
con l’erba ai piedi fresca della brina.
Nel mistero del buio ti cercherò paziente
(fiammelle di lucciole, sguardi di gufo).
Non troverò impronte o rumori
ma labili scie di odori:
la tua pelle soltanto mi sarà di guida.
Seguirò il fluire armonioso dei capelli
e il tuo respiro nell’ansia della corsa.
Il profilo dei fianchi e il petto pieno
scostano appena steli, rami e fronde
ma segnano precisa la traccia di un sentiero.
Forse ti fermerai tra poco,
rapita nel riposo.
Desiderio, attesa, pausa del tempo:
il tuo muover di ciglia lieve suono.
Quando l’alba svelerà adagio
il suo chiarore
resterò con te negli occhi e nelle labbra:
anelito di vita, nostalgia struggente,
amore mai raggiunto che mi sfugge ancora.
Seducente magia, attimo che vola.
Un’emozione, un soffio, … un niente!