(notti di lavoro, giorni persi nel sonno)
(Fabiano Braccini)
Il motore sordo dei pescherecci
-rumore inconfondibile,
quasi un borbottare di cantilena-
annuncia
il lento ritorno dal mare.
argento saettante nelle ceste,
ultimi singulti di vita
mentre lontano si indovina l’alba.
Si ripongono le reti,
si spengono una a una le lampare
-occhi nella notte accesi-
inganno per i pesci abbacinati
che non sanno
quale tormento di pena li aspetta.
Ora č finalmente il tempo
di una sigaretta
a tamburellare tra le rustiche mani
corrose dal sale.
Per abbandonarsi poi, stremati,
a un sonno tanto atteso
-privo di sogni e di ristoro-
che sconvolge le naturali cadenze
e rende come assenti i giorni
da quelle travagliate esistenze.