(Mauro Banfi)
In principio fu la zanzara.
Si posa, con il suo ronzio fastidioso sul braccio e comincia a succhiarmi il sangue.
Lascio fare. Lo accetto. E’ naturale.
E’ nell’ordine delle cose.
Avete mai assistito alla meravigliosa metamorfosi della larva di zanzara che esce dall’acqua mutata in insetto adulto?
Meraviglioso, eh?!
L’insetto, sazio, vola via dalla finestra.
Arriva un passero e si mangia l’alata vampira.
Il mio dito indice, scivola sul coltello, ma decido di non intervenire.
Il Libro della Natura volta le sue pagine in modo armonioso e aggraziato.
Non posso disturbare.
Sono un tipo preciso e meticoloso.
Il passero si posa per un attimo sul terrazzo del mio lindo appartamento.
Un gatto rosso gli salta addosso.In un lampo estatico lo azzanna alla gola e comincia a divorarlo. Penne e piume comprese.
La mia mano accarezza una beretta calibro 7,65, ma lascio che sia.
Sono talmente sereno nella mia decisione di”lasciare che sia”, che metto il CD con la canzone “Let it be“ dei Beatles, e lo faccio maestosamente risuonare tra le bianche pareti del salotto.
E’ magnifico, non c’è traccia di polvere e ragnatele.
Oh, musica celestiale! Sento le ferine mascelle del piccolo felino che ripuliscono accuratamente le ossicine del bruno uccellino, e poi cominciano a triturarle. Un gatto non butta via niente.
Terminato lo spuntino, il gatto con un balzo atterra nel cortile e…viene subito attaccato al pit-bull del vicino!
Che notte movimentata!
Il gatto è rapidamente strangolato dalle possenti fauci del cane e dilaniato, mentre il sonno del circondariato non è disturbato.
Questo cane per i miei gusti è già un po’ troppo umanizzato.
Quasi quasi gli sparo.
Non ce la faccio.
C’è ancora troppo animale in quella bestia antropoformizzata.
Ecco, forse ci siamo.
Dietro a lui, arriva il suo aguzzino, roteando in aria una mazza da baseball in metallo.
Lo colpisce alla schiena. Ancora e ancora.
Deve pagare per la tracotanza dei suoi bassi istinti.
Il povero cane guaisce. Sembra il pianto disperato di un bambino.
Colpito, ancora e ancora. Caina e rantola.
Ecco il mantra magico s’accende nel mio cuore: ”…e infine il Signore sull’Angelo della Morte sul macellaio che uccise il toro che bevve l’acqua…”
E’ tempo di passare all’azione!come urla La Cosa dei Fantastici 4.
Io sono La Cosa, forse, per tutti una misera cosa, lo so, ma posso ristabilire il corso naturale degli eventi, grazie al potere del mio mantra.
Occorre eliminare il disarmonico elemento umano.
La boriosa concezione antropocentrica.
Così questo fu il primo di un nuovo tipo d’omicidi seriali a sfondo ecologico-animalista.
Il sadico padrone del pit-bull, fu ritrovato immerso in una fossa ricolma di letame, in aperta campagna.
Fulminato da una letale iniezione al curaro.
Effettuata con scientifica precisione nella carotide del collo.
Fuori del letamaio c’era il corpo massacrato del pit-bull.
Il suo stomaco conteneva avanzi di gatto.
Quello del gatto resti di penne e di piume e intestini di passero.
Nelle frattaglie del pennuto furono rivelate microscopiche scorie di zanzara.
La Cosa, nel giro di due anni, terrorizzò il BelPaese con le sue iniezioni al curaro nella carotide.
Chiunque maltratti o macelli o vivisezioni o abbandoni qualsiasi genere d’animale si deve ritenere un potenziale condannato a morte.
Le Cosa uccise quattordici persone.
Caddero, per diretta conseguenza, le teste di vari Pubblici Ministeri e di sette Commissari di Pubblica Sicurezza.
Il caso giocava a rimpiattino da un pool investigativo all’altro, ma nessuno riusciva a prendere il serial-killer zoologico.
Si richiamò dalla pensione il P.M. Nello Salmoiraghi, noto cacciatore d’assassini seriali.
Durante la sua lunga carriera n’aveva acchiappati ben quaranta!
Dopo aver esaminato i voluminosi faldoni riguardanti La Cosa e i suoi crimini, il dottor Salmoiraghi si poneva questa riflessione, un mattino che si radeva davanti allo specchio:
“Quest’animalista giustiziere per sfogare gli istinti del suo basso ventre, s’è inventato come ristabilitore dell’ordine cosmico.
Il movente è indicato con precisione dal suo rituale circolare.
Dato che nella vita non lo caga nessuno, s’è autoproclamato Madre Natura.
Questi frustrati post-moderni mettono sempre in discussione i comportamenti degli altri e non pensano mai, ma nemmeno per una frazione di secondo delle loro tristissime vite, a mettere in discussione i loro difetti, e loro stessi!
Come aveva ragione il favolista greco Esopo!
Giriamo per strada con due bisacce sulle spalle.
Davanti a noi, in quella più piccola ci stanno le magagne e le brutture del nostro prossimo.
E non perdiamo occasione di notarle e criticarle a tutto spiano.
Questa attività ci piace così tanto, che spesso sprechiamo la vita a infangare e demolire tutto e tutti.
Quella dietro, la più voluminosa, e di molto, contiene le nostre miserie e bassezze.
Quella, non solo non ce la filiamo, ma proprio non la vediamo.
E guai se qualcuno s’azzarda a farcela notare!
La Cosa.
Il nome d’arte è azzeccato, sei un miserabile.
Dove sei?
Dove abiti?
Come posso fermarti, Signor Bovary delle bestie?
Lo sai chi sei, in verità?
Sei solo l’ennesimo insoddisfatto dell’ormai imperante reclutamento allargato dei falliti.
La vittima carnefice del sistema consumistico.
Come riuscire a farti capire che bisogna amare gli animali solo per essere più vicini e sentirsi più fratelli delle persone?
Per esprimere un’altra potenzialità dell’essere umani?”
Dopo questa meditazione il Salmoiraghi annunciò una mossa a sorpresa.
Convocò una conferenza stampa a livello nazionale e lanciò il seguente avviso all’omicida seriale.
“ Caro La Cosa, io non muoverò un muscolo per cercare di catturarti.
Sei troppo preciso e sicuro.
Sfiori quasi il divino nell’arte di non lasciare tracce.
Ti faccio una proposta.
Ormai sono troppo anziano perché possa andare in giro con una scorta armata.
Perdonami.Ho meglio da fare che giocare al gatto col topo.
Se vuoi, pedinami. Voi serial-killer siete dei campioni in questo campo, lo sappiamo bene dai film e dai romanzi.
Ogni giorno entrerò in un bar diverso a farmi un cappuccino.
Quando ti senti sicuro, siediti vicino a me e facciamo due chiacchiere.
Nessuno mi proteggerà.
A presto, La Cosa.
I cronisti dei mass-media tutti, rimasero a bocca aperta.
Salmoiraghi abbandonò il caso e non ci fu verso di farlo tornare indietro.
La sua decisione fu irrevocabile.
Le Istituzioni erano impotenti.
A lui non poteva fregare di meno.
Per un anno gli omicidi della Cosa continuarono impuniti e senza interruzioni.
Cock Bar.
Via dei Mille, 102. Milano.
L’anziano P.M.Nello Salmoiraghi, ha appena iniziato a sorseggiare la schiuma abbondante di un bel cappuccino.
Una sedia al suo fianco si sposta.
“A lei piacciono gli animali, dott.Salmoiraghi?”
“M’hai fatto aspettare. Ormai pensavo di non avere più la fortuna d’incontrarti.”
“Il piacere è tutto mio. Ad ogni modo pochi scherzi, dottore.
Ho in tasca una bella iniezione letale anche per lei.”
“Mettiti comodo, Cosa, non hai niente da temere e non ho molto da dirti.”
“Comincia a parlarmi di Esopo con un palloso bla-bla umanistico.
Non sa che io sono l’Angelo della Morte e che non si può psicanalizzare un semidio, quale io sono.
Tra un po’, se mi lascia parlare, glielo spiego.
Ma cosa vedo! Un bel micio abbandonato in un trasportino, sotto quel tavolo.
Ma dov’è il suo badante?
E che fa, quel bambino? S’avvicina con un accendino e cerca di bruciargli le vibrisse. E dove sono i suoi genitori?
Quel bel gatto sta soffiando perché sta soffrendo.
E’ tempo d’azione!
…E infine il Signore sull’Angelo della Morte sul macellaio che uccise il toro che bevve l’acqua…”
Resoconto di un articolo di cronaca nera, tratto dal quotidiano” La Sera Nera”.
-In un piccolo bar di quartiere s’è conclusa la criminale esistenza del noto killer seriale La Cosa.
Nell’efferato tentativo di uccidere, con la famosa iniezione al curaro, un bambino che stava molestando un povero gattino, inciampava in una sedia del locale e rovinava in terra, urtando il ricovero del piccolo felino.
Il gatto, spaventato, fuoriusciva dalla gabbietta e, casualmente, spingeva la siringa letale nel collo dell’omicida.
Il quale, agonizzando tra atroci spasmi, proclamava:
“Io sono il Creatore, Il Signore degli animali, il Regolatore della Natura…umani, i vostri crimini contro le mie creature non resteranno impuniti!”
Si registra inoltre, sul posto, la presenza del noto ex magistrato in pensione, Dott.Nello Salmoiraghi.
Si dice che avrebbe affermato, come risposta al delirio d’onnipotenza della Cosa:
“Se tu sei un dio corro subito a spararmi.”
E’ noto a tutti i lettori che il Salmoiraghi è un credente laico.-