Autoritratto
(Claudio Esposito)
Un papier di ricordi
sfumati dal tempo.
Uno sguardo obliquo
gettato circospetto
laddove nessuno
dovrebbe guardare.
Un amore mai detto
e mai corrisposto.
Racconti puerili
affidati alla carta
che presto gualcisce.
Brandelli di sogno
strappati alla notte.
Un’anima
di (pseudo) scrittore
in un corpo
di funzionario
livello settimo
prossimo all’ottavo
imbevuto
di burocratica ministerialità.
Pensieri impuri
rimossi abortiti,
ormai stazzonati.
Conati di parole
penosamente espettorati.
Faldoni di chimere archiviati…
nel nulla…
Tutto questo sono io.