L’aquila reale
(Claudio Esposito)
Dal nido balzò
sferzata dal vento
scrollando di dosso
la neve gelata.
Il rostro arrotò
sulla roccia di marna
e poi gli artigli
possenti,
già pronti
a trafigger la lepre
in fondo al dirupo
che adesso puntava
con occhi grifagni.
Le piume increspò
coi muscoli tesi.
Le ali guizzanti
dal blu sull’abisso.
Nervosa si mosse
e con agile salto
maestosa la preda
ignara ghermì.