Autore: Antonio de Lieto Vollaro

Titolo: A.M.I.C.A. Terrore telematico

Casa Editrice: Edizioni Digitali Babylon Café

Numero di pagine: 106

Prezzo di copertina: 7,00€

ISBN 9788890536335

 

“A.M.I.C.A., Terrore telematico”.

Uhm, chissà di cosa tratterà questo libro, vi starete chiedendo, un po’ interdetti di fronte all’ambiguità di un titolo, il cui tenore farebbe pensare magari ad un thriller o una mistery story, sulla scia dei vari Stephen King, Patricia Cornwell o del nostro Carlo Lucarelli.

Niente di tutto ciò. La prima fatica letteraria di Antonio de Lieto Vollaro potrebbe appartenere, se proprio vogliamo darle una connotazione di genere, per lo più alla “science fiction” degli anni ’40, quella delle prime opere di Asimov e Van Vogt, per intenderci, con le dovute deferenti cautele. In realtà la fantascienza rappresenta soltanto l’ingrediente base di un variopinto cocktail narrativo fatto di avventure per ragazzi, sfumature gialle da spy story anni ’60, con tanto di agenti segreti invincibili ed ipertecnologici, condito dalle immancabili venature rosa. A completare la mistura, qualche spruzzatina di fantapolitica, che con ironia intende riscrivere drammatici episodi della storia, passata e recente, formulando fantasiose ipotesi su come potrebbe cambiare il mondo se dietro governanti e politici ci fosse un’invisibile ed enigmatica guida illuminata…

L’inedito mix, dati gli eterogenei componenti, possiede indubbiamente una buona dose di originalità e freschezza che unitamente alla assoluta mancanza di pretenziosità conferiscono a questo romanzo breve una scorrevolezza e leggerezza di tocco in grado di supplire alle inevitabili ingenuità di certi dialoghi e all’inverosimiglianza di alcune trovate.

La trama è ricca di riferimenti alle nuove forme di comunicazione elettronica, l’attuale “rivoluzione telematica” (da cui il titolo), così come richiama molto le atmosfere di certi telefilms anni ’70 quali “Spazio 1999”, “U.F.O.” o “Star Trek”, con quei personaggi tagliati con l’accetta, dove il discrimine tra il bianco e il nero era netto ed individuabile come tra i supereroi e i criminali dei fumetti americani della Golden Age, da Flash Gordon a Superman.

Il pregio maggiore del racconto è tuttavia l’estrema imprevedibilità dell’intreccio, caratterizzato da un’inesauribile creatività che rende la lettura avvincente e mai noiosa.

E se è vero, come disse una volta lo scrittore Alessandro Baricco, che “la letteratura è ritmo”, allora possiamo affermare che de Lieto Vollaro è sulla buona strada. 

Nota dell’Autore 

Sono un uomo comune lontano dal mondo della cultura e della letteratura e pertanto ancora più felice di essere stato, almeno per una volta, autore anch’io.

Dedico questo libro, in particolar modo, alla mia cara amica Rosy, la cui forza nel lottare fino alla fine contro una delle più gravi forme leucemiche ha insegnato a me ed a mia moglie quanto l’uomo sia piccolo ma possa, nello stesso tempo, essere grande nell’affrontare qualcosa che non conosce se non quando c’è dentro fino al collo.

Lo dedico ad Antonio, un ragazzo di vent’anni, fratello di una compagnia di scuola di mia figlia, scomparso anch’egli a causa dello stesso male.

Così come ho ideato e scritto, nel mio piccolo, pensando ai tanti altri bambini e persone aggredite ferocemente da tutti quei mali ritenuti finora incurabili.

Spero che la morale del libro possa essere profetica e, per quanto sia difficile immaginare un “mondo perfetto”, auspico la scomparsa di ogni violenza e malvagità presenti in esso così come la soluzione pratica a tutte le patologie virali e genetiche.

Mi sto prodigando affinché A.M.I.C.A. diventi una realtà e non semplicemente il titolo di un romanzo “per ragazzi”; il suo obiettivo primario è mirato alla copertura completa dell’assistenza sanitaria verso tutti quei bambini poveri, orfani o vittime di guerra che necessitano di interventi chirurgici urgenti e non hanno nessuno ad assisterli.

Il secondo passo sarebbe quello di crescere fino a divenire un’associazione seria ed autorevole capace di collaborare con tutte le altre associazioni no profit operanti nel panorama sociale ed umanitario.

Mi auguro che il senso vero di questo libro possa essere raccolto specialmente da persone illustri ed influenti che vogliano identificarsi anche loro quali “cavalieri” dell’A.M.I.C.A. per farla crescere sempre più donando al mondo una realtà che non sia fantascienza.

Infine, ma non in ultimo, dedico questo lavoro, alla memoria di mio padre scomparso prematuramente a causa di un tumore al colon. Sono certo che sia stato lui, grande maestro di vita, a spingermi nell’avventura dello scrivere.

Una nota ancora, per concludere, la rivolgo alle vittime di attacchi terroristici di qualunque nazione o religione d’appartenenza senza per questo voler scadere nel qualunquismo.

Colpire i civili è sempre stato un atto criminoso e vigliacco, soprattutto non giustifica mai nessuna causa ma ne inasprisce gli assurdi effetti.

Ogni volta che ciò accade ne rimango scosso, scioccato. Come tanti tra noi.

Condanno ogni atto che vada a ledere la dignità ed il diritto alla vita del prossimo.

In particolar modo penso ai bambini, spesso dimenticati, che rappresentano il futuro di noi tutti. Ricordo ai lettori che “per ogni bambino che nasce noi adulti diventiamo subito debitori nei suoi confronti poiché gli prospettiamo violenze e soprusi e non certo l’amore in cui dovrebbero crescere e di cui dovrebbero nutrirsi. Dobbiamo noi tutti, sentirci obbligati, di sdebitarci aiutandoli al meglio delle nostre possibilità”.

Quale Autore di questo libro dichiaro che il ricavato della mia percentuale sui proventi della vendita dello stesso e delle eventuali future edizioni sarà destinata all’associazione:T.A.T.A-A.M.I.C.A.  e ai progetti di prima necessità, dell’UNICEF italiana, affinché le stesse possano perseguire con successo il proprio obiettivo di pubblica utilità.

Antonio de Lieto Vollaro

Un mito, mio padre 

“Un mito”. L’unico  termine, completo in tutti i suoi elementi, che mi viene in mente per identificare mio padre. Una guida nella mia vita, di cui, tutt’ora, percepisco la presenza ad ogni istante, con il suo classico profumo, come si addice ad un vero angelo custode. Esprimergli la mia gratitudine, per tutto ciò che ha fatto e continua a fare ancora per me, non sarà mai sufficiente. Sono fiero ed orgoglioso di essere il figlio di un grande e valoroso pilota dell’Aeronautica Militare Italiana che combatté durante la Seconda Guerra Mondiale. Pensate a quanto ardore e grinta dovevano spingere un giovane di poco più di vent’anni ad intraprendere rischiosissime azioni di guerra, nella piena consapevolezza di partire senza la certezza del ritorno, con velivoli e strumentazioni a dir poco primitivi ed insicuri. Quei temerari ragazzi, a bordo di aerei di cartone e compensato, erano chiamati a compiere azioni di siluramento contro navi nemiche inglesi dotate di una contraerea che potrebbe essere paragonata, quasi, a quelle attuali.  Nella foto il Tenente pilota de Lieto Vollaro non aveva ancora 24 anni, la stessa età di Domi, il protagonista del libro, ed era già comandante d’equipaggio e di squadriglia. Venne in seguito pluridecorato, con medaglia di bronzo e croci di guerra, per le innumerevoli azioni nello stretto di Gibilterra, di cui pubblico una sequenza fotografica inedita proveniente dagli scatti effettuati dal suo stesso aereo, un “s79 marchetti”, durante una delle azioni di siluramento di navi inglesi nemiche. Infatti il retro di quella foto riporta la data 20-05-1943.

         E’ alla figura di mio padre che mi sono ispirato, nel disegnare i caratteri di un personaggio che certamente entrerà nel cuore di tutti. Ho voluto rendergli omaggio, dedicandogli l’anima di questa mia opera narrativa, cercando di far trasparire, tra le righe del romanzo,tutti gli insegnamenti, i principi, ideali e piccoli segreti che mi ha trasmesso per aiutarmi ad andare avanti nella vita.

       Donando al mio giovane protagonista lo stesso ardore, senso di cavalleria e lealtà, ma soprattutto il medesimo spirito di altruismo ed attaccamento alla patria sino al sacrificio della propria vita, virtù e sentimenti che erano intrinseci al DNA di mio padre, ho inteso in certo qual modo farlo rinascere per sentirlo sempre più vivo e reale nella mia memoria e nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di aver amato e conosciuto una persona così onesta e coraggiosa.

      Molte guerre, nel corso dei decenni sino ad oggi, non hanno più restituito alle loro madri ragazzi come lui.

    Un omaggio è dedicato pure a quei ragazzi chiamati ora a giocare ad una guerra non loro, e rimasti in terra straniera come i loro padri ed i loro nonni. Questi ragazzi però hanno ricevuto in dotazione aerei supersonici, con strumentazione da fantascienza, sicuramente molto più efficaci e sicuri di quei vecchi trabiccoli di cartone, forniti della sola strumentazione naturale dei propri occhi, orecchi, ed intuito personale, con i quali giovani come mio padre dovettero affrontare un nemico già proiettato nel futuro.

    E’ già pronto il seguito di questo volume, ma desidero anticiparvi che ho intenzione di scriverne uno, sulla biografia sulla storia di Domenico de Lieto Vollaro, mio padre, correlato di sue fotografie inedite di guerra, che intitolerò: “Mito si nasce”.

 

 

 

 

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