A lei

(Achille)

 

Mai domite cascate fra monti di venere,

fianchi avidi a specchiare occhi di luna

movimenti gonfi a riempire vele di attimi.

 

Dita di sole e raggi a toccare velluti e labbra,

come a tacere di gemiti pronti a illudere suoni

che cerchi da sempre su pelle sconfinata.

 

Danze e smorfie a cavallo di piaceri e paure,

redini di braccia, forti,fanno confine cercandosi

tra effluvi e cuscini,contentezze e sorrisi di cotone.

 

Correi di un’orchestra di corpi,di arpe e carezze,

un saliscendi di note e capelli a diffondere fragranze,

spalle nude e sentieri bramosi di varchi.

 

Pugni chiusi in un abbraccio di mani, a sfidare

incessanti bisbigli, duelli di sguardi a tirar lenzuola,

dove l’apice ultimo, dissipa sudori e ambrosie.